Un racconto collettivo per immaginare un nuovo sviluppo possibile, partendo dalla bellezza, dall’innovazione sociale, dalla costruzione di un rinnovato senso di comunità. Quando mi sono svegliato ho capito che era l’unico modo per aprire questa nuova bottega: raccontando una storia. E come ogni storia che si rispetti ci vuole una sedia, un pubblico, un personaggio, una tribù, una principessa da salvare, un talento da coltivare, un cattivo da contrastare.
Il mio personaggio si chiama Falsetto, non perché dica bugie, ma perché ha una voce sottile sottile, quasi un soffio.Si fa fatica, alle volte, a capire cosa stia cercando di comunicare, ma poi facendo attenzione si comprende che c’è una trama di verità nelle sue parole e a quel punto due sono le possibilità: fai finta di niente, annuisci a passi oltre, oppure ci metti attenzione, recepisci e apprezzi la bellezza dei ragionamenti che sta intrecciando. La principessa da salvare si chiama Mediterranea e ha un gran bel talento, ma deve ancora scoprirlo e in tutti i modi sta cercando di coltivare il sogno di vedersi bella, apprezzata, in armonia con tutte le persone che abitano la sua terra, che è un luogo magico, pieno di una natura rigogliosa e tante straordinarie costruzioni di pietra delle più disparate epoche, dal neolitico agli anni ’80. Strade, fiumi, alberi, cime innevate, mare, calanchi, laghi e chi più ne ha più ne metta. Il paesaggio è incantevole e ogni volta che il sole sorge illumina un tesoro nascosto, una caratteristica unica, un gusto, una sensazione, una meraviglia.
