ITALIA, ROMA, 14 APRILE 2168

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“Tu sei sempre stato troppo comprensivo”. “Diplomatico, amico mio, diplomatico”. “Come darti torto” assaggiò anche lui. “È il tuo lavoro” guardò il bicchiere. “Zaahid, non ti biasimo se mi ritieni un retrogadro, ma io devo salvaguardare il mio popolo, le nostre tradizioni”. “Non puoi fermare il progresso, lo sai anche tu. I cristiani non sono più una sparuta minoranza, e molti di loro sono italiani da generazioni. Proprio come noi” con un ultimo e lungo sorso svuotò il bicchiere come a volersi togliere quell’ingombro tra le mani. “Basta, ti prego. Questa faida deve finire. Anche nell’omelia della Moschea di San Pietro si è parlato di fratellanza tra le fedi” gli si avvicinò d’un passo. “Mohamed, tu non sei solo il custode della tradizione islamica, sei anche l’uomo che porterà l’Italia in una nuova generazione”. (Michele Brizzi)]]>

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