SI STA COME D’AUTUNNO SUGLI ALBERI RICCARDO FOGLI.

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Chiudo e riapro gli occhi ed è già mattina, la prima puntata del sessantottesimo festival della canzone italiana di Sanremo è finita, neanche poi da tante ore. Finalmente possiamo dare un giudizio obiettivo della serata di ieri, anzi di poco fa.  Un giudizio a bocce (della Hunziker) ferme. Direi fermissime. Pronti via e un signore assale Fiorello sul palco non sapendo che quando si viene all’Ariston i problemi si lasciano a casa. Io credevo fosse uno dello Stato Sociale, che fosse una cosa scritta dagli autori come successe con Pippo Baudo, poi si scoprirà che non era affatto preparato. Comunque sarà la gag migliore di tutta la puntata. La Hunziker scende tra il pubblico e trova la signora Rosa Trio, vera star impellicciata della serata, la risposta aristocratica alla pelliccetta di Caserta, l’abbonata rai che ha un posto in prima fila. E sì, era un po’ abbonata, ma le vogliamo bene lo stesso. E i suoi followers schizzano. La Hunziker tiene banco. Saluta tutti, ride, dice che risposerebbe il suo fidanzato, dice che lo ama, che non lo vede da due settimane, inquadrano tale Trussardi da Milano, che c’è pure la figlia grande, inquadrano una coreana tra il pubblico. E meno male che la setta le fece allontanare tutti gli altri parenti altrimenti ancora stavamo qui a contare le M nel nome del marito. Baglioni ha (o è) una bella cera. Favino, piccola fava, o è teso o ha un sonno allucinante o, per paura dei furti in albergo, si è portato le borse in teatro. Sotto gli occhi.

Partono le canzoni e al primo ascolto non piacciono manco a loro figuriamoci a noi.
Menzione d’onore la diamo alla Vanoni che si è scoperto essere una zia di Sofocle, e che,  nonostante la sua età, canta e si muove come un’ottantenne. Vabbè poi ieri si è portata pure i suoi camerieri sul palco. Snobbbissima. Lo Stato Sociale ha un pezzone con cui ci triteranno le palle peggio di Gabbani. I Pooh si presentano spacchettati: Facchinetti con Riccardo Fogli e Red Canzian con Pietro Grasso che tenterà di farli perdere con il loro 6%. La Pausini manca. E siccome nessuno se ne accorge, telefona. Fa la tipica telefonata di quella che non va a lavoro e finge di avere la voce rauca. La sua presenza anche per la prossima puntata non è certa, e, vista la febbre, è comunque supposta. I tre conduttori fanno delle gag che erano meglio i trettrè, mado’ ve li ricordate i trettrè? Ma chi glieli scrive i testi a questi, Salvini? Dicono The Kolors  e subito pensi alla tinta di Gianni Morandi. Rutta Mario Biondi e fa le meches a quello dei The Kolors. Il pezzo Meta Moro e metà plagio vincerebbe se non fosse chiaramente copiato. Da Manu Chao. E’ tardissimo e pure Trussardi si è rotto il cazzo. Fanno una specie di classifica senza classifica. Appare una bandiera della Romania sul videowall e parte una cosa tipo pronto soccorso: i cantanti in codice rosso tipo dializzati, malati terminali ecc., quelli col codice giallo che stanno così così e quelli col codice blu che potevano pure andare alla guardia medica. Finisce la prima puntata e i trettrè cantano la sigla. E’ subito effetto “ubriachi al karaoke”. In fondo la prima puntata non è durato poi tanto, meno della prima guerra mondiale. Chissà, guardandola, Francesco Monte quante canne s’è fatto stasera. Torno a dormire. Ciao.]]>

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