Sanremo è come l’influenza, stai due giorni a casa, poi, il terzo giorno, esci perché ti sei rotto a stare chiuso, ma il quarto giorno la febbre ti sale ancora più potente. Ed eccoci qui con l’efferalgan della Nastro Azzurro a guardare questa serata di duetti, duetti e mezzo. I tre presentatori aprono con una versione rock di Heidi e quello che si voleva buttare giù dalla galleria nell’edizione del 1995 s’è menato ieri sera con ventitre anni di ritardo. Presentano la giuria di esperti e devo dire che il più esperto è Giovannino Allevi, figuratevi gli altri. Come se in una giuria di esperti per assegnare il pallone d’oro il più esperto fosse Nagatomo. Comunque hanno tutti un I-pad in mano su cui vedranno 3-4 puntate di Narcos su Netflix nelle 4 ore di festival. Pronti via, partono i giovani, e vado a mettere la tavola. Vince Ultimo e, mentre tutti si aspettano Raul Bova, il web si scatena con la battuta: “gli ultimi saranno i primi” senza sapere che citare Gesù alla cazzo di cane è comunque peccato mortale. Iniziano i duetti e la sensazione è che faremo la fine di Pizzomunno. Tre cose molto buone: 1) la fighitudine di Skin; 2) il “FE FE FE” di Enrico Ruggieri perchè il direttore delle poste che doveva suonare con loro ancora non aveva attaccato la chitarra; 3) la roba che s’è fumato Paolo Rossi prima di salire sul palco con lo Stato Sociale. CASO ARISA. Rosalba va a Sanremo a salvare l’inutile Caccamo, Arisa è un talento puro e, attualmente, è la migliore voce femminile italiana; ho letto cattiverìe sul suo aspetto fisico e la cosa non mi piace affatto perché fate la solita mercificazione del corpo femminile e non è giusto! E poi vedrete mo’ che si leva l’apparecchio ai denti, la parrucca e il naso finto. Ah il naso è vero? Scusa. PREMIO ALLA CARRIERA. Danno il premio alla carriera a Milva, dopo che la figlia per tre mesi ha scritto lettere a tutti i giornali del mondo che manco Unabomber ne ha scritte tante. La figlia sale sul palco e inizia un monologo interminabile e la sempre sorridente Hunziker aveva la faccia di quella che pensa “ma chissà quando terminerà il suo monologo questa noiosetta!”. L’ha pensato in tedesco però, perché quando è nervosa pensa in tedesco, quindi “wenn craist er fainish ist scotolacatzen!”. Piero Pelù si attiene alla moda della profonda scollatura a V e ha più tette di Noemi. Noemi, che si sente Naomi, esagera con i suoi outfit sexy, come quando Nagamoto esagera con i dribbling. Comunque al secondo ascolto tutte le canzoni migliorano, tranne quella di Fogli e Facchinetti che fa cacare ogni giorno di più. Finalmente anche questa serata finisce: bandiera della Romania, classifica e domani passo alla SNAI a incassare la scommessa su Meta e Moro, quotati altissimi quando erano a rischio squalifica. Vinceranno loro secondo copione. No, scusate, primo copione. Che sto festival è più truccato di Fabrizio Moro. Torno a dormire. Ciao. ]]>