IL MIO IMPEGNO A 7000 KM DA CASA

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Mariateresa Cascino, candidata di +Europa in America

Lei è la signora delle signore dei libri, animatrice instancabile di un panorama letterario che raccoglie a Matera prospettive femminili internazionali, donna anticonformista, antagonista dei settarismi e capace di connessioni. Materana, particella della nuvola europea sospesa su Matera, dalla parte della sua città ma anche critica. E poi mamma di Luigi.

A sorpresa qualche settimana fa compare un santino sul suo profilo Facebook. Mariateresa Cascino annuncia così la sua candidatura con la lista +Europa con Emma Bonino nella ripartizione degli italiani all’estero in America settentrionale e centrale. Scegliendo tra l’altro una foto che comunica naturalezza. Senza acrobazie da messaggi alterati.

1.     Hai sorpreso tutti. E sei partita. Come nasce questa decisione?

A Natale ho incontrato Francesco Galtieri, materano, funzionario Onu con 18 anni di esperienza all’estero, fondatore di Movimenta, associazione Radicale, che mi ha coinvolto in questa esperienza chiedendomi di mettermi a disposizione per la lista +Europa per Emma Bonino. Ho pensato che mi stesse facendo un dono favorendo anche la nascita di nuove esperienze e opportunità.

Ci ho pensato per qualche settimana fino a quando insieme abbiamo deciso di impegnarci e di farlo all’estero in un territorio a entrambi molto caro e dove abbiamo da tempo relazioni proficue. Abbiamo così favorito in Basilicata gli equilibri politici tra le forze che competono nelle liste costruite con il Centro Democratico e ci siamo messi a disposizione del progetto per gli italiani residenti all’estero per portare il messaggio di +Europa con Emma Bonino da questa parte del mondo.

2.      Tu sei figlia d’arte. Tuo padre Michele ha un ruolo nella storia politica della Basilicata. A un certo punto nella vita torna il fluido familiare, il brodo culturale in cui siamo vissuti. Possibile che ci sia questa componente nella tua scelta?

Sicuramente nel DNA si annidano i geni politici e lui, con la sua storia politica e rispetto a quanto lasciato sul territorio, penso al Centro di Geodesia Spaziale e al Centro di Ricerca Agrobios, ci ha consegnato un’eredità che è difficile onorare.

Non so se oggi sarebbe contento di questa mia scelta, ma in fondo è sempre stato lui a spingermi lontano per guardare il mondo da altre prospettive. La politica in Italia è una bolgia, certo restare a guardare non ci salva dal buio dei nazionalismi e dei razzismi quindi provare a impegnarsi seguendo le proprie inclinazioni può essere un modo per dare un contributo e alzare il livello del dibattito pubblico su temi che riguardano il nostro futuro e quello dei nostri figli.

3.      Tu sei un po’ americana, se non ricordo male, ci racconti meglio?

Mi sento cittadina del mondo, con un’impronta sud Europea e mediterranea. Ho vissuto per diversi anni negli Usa, da San Francisco a New York e Boston, e sono rimasta molto affezionata alla comunità degli italiani residenti quì oltre che agli americani con cui intrattengo relazioni amichevoli e anche professionali legate al Women’s Fiction Festival.

4.      Spiegare l’Europa oltre Oceano, c’è un po’ la spinta, non so quanto dichiarata, a raccontare Matera2019 ai lucani all’estero?

L’impresa è ardua perché insieme a Francesco Galtieri e agli altri componenti della lista portiamo un messaggio di apertura e di avvicinamento agli Stati Uniti d’Europa sforzandoci di far comprendere il ruolo del vecchio continente nell’ambito della geopolitica, del commercio, della ricerca scientifica, della formazione e della cultura e di quanto sia necessario avere un’ Europa più forte per avere un’Italia più forte.

Gli italiani residenti all’estero vogliono che siano accolte istanze legate al loro status di cittadini che hanno perso la cittadinanza, al pagamento delle tasse come l’Imu, per chi possiede immobili in Italia, al potenziamento dei servizi delle rete dei consolati che possono essere ottimizzati solo con un utilizzo virtuoso delle risorse dell’Agenda Digitale italiana ed europea. Matera c’è sempre nel nostro racconto anche perché il ruolo che avrà nello scenario riguarda tutti, a livello internazionale, e questo ci inorgoglisce e ci pone di fronte ad una maggiore responsabilità civile e culturale.

5.      Chi stai incontrando e cosa stai ascoltando?

Professionisti, imprenditori, ricercatori, funzionari di istituzioni internazionali, connazionali emigrati che hanno perso la cittadinanza, studenti, amici. Le istanze più sentite, soprattutto dai giovani professionisti, sono quelle relative alla cooperazione accademica, al riconoscimento dei titoli di studio, agli assegni di ricerca, agli accordi tra atenei. Altre istanze riguardano la riacquisizione della cittadinanza per chi l’ha persa, il pagamento delle tasse, la promozione del sistema Italia, il turismo di ritorno.

6.      Mariateresa, scherzando ma non troppo, Serafino tuo marito ti chiedeva perché non candidarsi a Stigliano senza troppe complicazioni… C’è anche nella tua scelta la dimostrazione che nulla è impossibile a una donna se lo decide?

“Se puoi sognarlo puoi farlo” diceva. Per le donne, considerata la loro sottoutilizzazione a livello professionale, è più difficile far sentire la propria voce e affermarsi. L’importante è impegnarsi e dare un contributo costruttivo al dibattito pubblico per allontanare forme di isolazionismo, nazionalismo, fascismo.

Farlo a 7000 km lontano da casa aiuta nel rodaggio ed è molto avvincente e non capita tutti i giorni di avere un’opportunità come questa.

Impegnarsi per il proprio territorio si può sempre fare. Come operatrice culturale lo faccio già da 15 anni. Se la politica locale diventerà più attrattiva e meno legata a meccanismi da feudalesimo si potrà valutare un impegno più concreto.

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