Il solomonico intervento direzionale del Segretario Polese, infatti, al netto di qualche ammiccamento al leitmotiv pre-elettorale (populismo is the new black), ha avuto il merito di:
- “tavorizzare” i dissidenti (bravi a deporre le armi);
- ripristinare l’idea di partito come organo collettivo (magari con una piccolissima inclinazione alle fasce più deboli della popolazione che per sostenere i confindustriali ci dovrebbero essere già gli altri);
- spostare una buona volta l’attenzione sulle responsabilità comuni e indivisibili piuttosto che su quelle individuali;
- aprire il dialogo alle altre anime della sinistra (non proprio un “torna a casa, Leu” ma un ramoscello d’ulivo che si sa, a D’Alema l’ulivo piace);
- staccare la spina a tutte le unioni imbarazzanti createsi nel periodo delle larghe intese.