Endorfine

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Tale testo è un post di critica sociale: prende spunto da alcune riflessioni di Roberto Calasso, Diego Fusaro e Umberto Galimberti, da me reinterpretate e rimaneggiate in una forma più fruibile e dai toni quai profetici. 

Il cervello è una macchina predittiva: utilizza l’esperienza per colmare il gap tra intuizione (derivante dalle precedenti esperienze) e la realtà. Per questo, quando si cerca consiglio, converrebbe affidarsi sempre a qualcuno che ha sbagliato prima di noi e non ad un neofita. D’altronde se ho intenzione di imparare a suonare uno strumento, ad esempio la chitarra, mi rivolgerò ad un maestro di chitarra e non a qualcuno che la suona da un anno. È in tal senso che la democrazia è un sistema imperfetto. La popolazione influenzata dai media potrebbe prendere decisioni sbagliate, senza tuttavia, esserne cosciente e pentirsene qualche anno dopo. Purtroppo però è molto difficile per la gente riuscire a fare ragionamenti logici nella vita reale e spesso la riflessione viene sostituita dalla volontà di predominare che matematicamente è descritta da alcune equazioni (per esempio modelli di Lotka Volterra). Sapiens ut loquatur multo prius consideret recita un detto latino. Al contrario l’opinione pubblica è spesso abbozzata, priva di fonti autorevoli, populista e volta al consenso. Sembrerebbe che le opinioni non seguano una distribuzione statistica sensata per cui la media rappresenti una grandezza significativa. Al contrario sembra che siano quasi dei solitoni, delle onde che si autoalimentano fagocitando tutto ciò che le circonda. Attenzione però: dallo sfogo fatto per rabbia alla morte di persone reali, fatte di carne ed ossa, di sentimenti pari ai nostri, il passo spesso è breve. Sembrano attuali gli ammonimenti Hegeliani per cui l’uomo dalla storia non impara granché. È molto facile che il modello positivista venga sostituito da un più semplice modello nichilista per cui il tempo farà il suo decorso e vedremo cosa succederà. Tuttavia la natura come aveva sostenuto in modo altamente intellettuale Leopardi non è quel posto ospitale che ci immaginiamo dall’alto delle nostre dimore riscaldate e fornite di ogni genere di servizio, quindi ci converrebbe riflettere più volte prima di errare e seguire l’evoluzione temporale dei nostri errori. Purtroppo l’informazione è in somma diretta con la disinformazione e spesso coloro che ragionano con coscienza sono individui che preferiscono scrivere nelle loro case piuttosto che scendere nelle piazze ormai deprivate del loro senso originario, coscienti che tra politica e polemica non è rimasta ormai tanta differenza. Si accentuano i divari e a noi poveri non resta altro che lanciare urla che ricadono nel vuoto dei datacenter attraverso canali di comunicazione che raggiungono solo i nostri amici, i nostri conoscenti. Il potere è nelle mani di pochi ricchi o geni dell’informatica. I giovani sono depressi e non sanno di esserlo (vd Galimberti: l’ospite inquietante.). La scuola sta fallendo. I modelli educativi non riescono ad interpretare il mondo attuale. Ci sono riusciti forse i cantanti trap, di cui sono fan tutti coloro che hanno tra 15 e 25 anni?Seppure a una prima analisi sembrano solo persone prive di ogni cultura che vestono Gucci e guidano Lamborghini, fanno sesso presto e il loro amore non ha nulla del Pathos shakespeariano, in realtà sono così in voga perché hanno offerto una via di uscita dall’atomismo materialista che vivono i bikers di Foodora, Glovo, Deliveroo etc, i commessi di Footlocker e i futuri home cleaner che puliranno a richiesta le case dei ricchi. Il trap per quanto distante da ogni intellettualismo raffinato rappresenta una rivoluzione, simile a quella del ’68. Il trap è in nuovo Punk. Non salverà i giovani dalla loro disperazione ma è la loro voce. La disperazione dei giovani è profonda e per questo si ribellano alla scuola, all’ordine imposto. Diversa è la situazione degli adulti. Pare in tal reame quasi di esser tornati all’epoca dei faraoni in cui non si è schiavi del mattone ma schiavi del tempo. L’imperialismo del XXI esimo secolo consiste nel privare le persone del tempo: cosi facendo l’unica cultura di cui possono armarsi è l’informazione che tutto fa tranne che formare coscienze critiche. Allora la gente, stanca e stremata, preferisce arrendersi a un epicureismo di basso rango, perché le endorfine restano l’unica fonte di gioia nel baratro in cui stiamo cadendo.

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