non si possono liquidare con l’etichetta di disfattismi le legittime diverse opinioni su come dovrebbe essere usato lo spazio lungo il fiume.
Detto tutto ciò con una certa dose di cinico ecumenismo, veniamo al sodo.
Premetto che alcune eccezioni mi sembrano alquanto pretestuose: se l’area è insalubre è di tutta evidenza che non può esserlo solo per le attività messe in campo dalle tre associazioni che hanno dato vita alla “movida” fluviale, la presenza delle zanzare direi che è normale in un’area prossima al fiume e, in verità, non è certo esclusiva del luogo, atteso che, pur abitando in città, non di rado subisco le fastidiose conseguenze del morso delle stesse.
Più volte mi sono recato a passeggiare sul percorso lungo il corso cittadino del fiume Basento e devo dire che tra il pre- e il post- “era baretti” una grande differenza in termini di pulizia non l’ho notata, segno che i gestori si sono occupati anche di tenere pulito il luogo; viceversa è di tutta evidenza che la presenza delle persone e dei giovani frequentatori del luogo sono risultati di gran lunga più deterrenti, rispetto alla prostituzione, di quegli inutili cartelli apposti dalla scorsa amministrazione.
Or bene, al netto di tutto ciò, il successo degli eventi lungo il Parco del Basento, la straordinaria presenza di donne, uomini, famiglie, giovani fino a tarda ora, nonostante le zanzare, nonostante qualche miasma che qui e là ancora si sente, il recupero all’uso della cittadinanza di quell’area, dimostra in maniera inconfutabile e senza ombra di dubbio che avevamo ragione quando dicevamo che il Parco della Città che avevamo immaginato nell’area ex-CipZoo era autosostenibile, utile e un formidabile strumento di sviluppo e di autoristrutturazione di quell’area e del suo contesto socio economico.
Aprite gli occhi, lo dico sopratutto agli imprenditori, a coloro che hanno saggiato le potenzialità dell’area, immaginate il grande parco, senza il vincolo della presenza del fiume, dove poter realizzare installazioni permanenti, certo rispettose dell’ambiente ma stabili, immaginate il grande ovale del prato ipotizzato dai ragazzi WOP, con la cavea, la gente che balla e i concerti.
Immaginate i campetti di calcio, di tennis, di pallacanestro, di pallavolo illuminati la sera e poi che so, immaginate tutto questo protetto da un filare di alberi, così tanto per rompere la continuità nella diffusione del rumore.
Pensateci, la nostra idea funziona, l’avete visto con i vostri occhi, immaginate un’area integrata, con servizi degni di questo nome, parcheggi, collegata a Rossellino e ai suoi campetti sportivi, con un’area maneggio da cui partire verso la Pallareta e alla scoperta del Parco dell’Appennino, immaginate tutto questo e vedrete che è tutto lì, a disposizione di tutti.
E non è finita c’è tutta l’area che arriva fino all’ARPAB e alla Rai, immaginatela risistemata, riprogettata ed avrete l’area mercatale, integrata nell’area parco ma destinata ad usi mercantili, in luogo di inutili spianate di cemento, della profanazione dello skyline del ponte Musmeci.
La sperimentazione fatta con i baretti del Basento, con tutti i se i ma, le cose che potevano essere fatte meglio e così via ha però mostrato in maniera evidente la potenzialità dell’area, tutti hanno potuto vedere plasticamente che i dubbi, le osservazioni sulla gestione del parco, sulla suo sostenibilità e utilità sono stati disintegrati, annullati, smontati uno per uno dalla realtà.
Per carità, capisco anche che ci sia legittimamente chi vede le cose diversamente, stadio, non stadio, è una polemica che non mi interessa, sono certo che anche per quella esigenza ci sia la possibilità di trovare, se proprio serve, una soluzione. Aiuterebbe molto non confondere nella discussione piani diversi, ossia il venire incontro alle aspettative dei tifosi, dare alle società sportive tutto il possibile supporto per fare crescere, integrare queste scelte con le previsioni urbanistiche della città, i legittimi interessi privati di chi investe in questo settore e infine la politica.
Vedremo che sarà, vedremo se Sindaco, consiglieri di maggioranza e opposizione che si sono tanto spesi in passato saranno coerenti con le azioni, opinioni, mozioni, atti consiliari che in precedenza li hanno visti protagonisti, vedremo se le nuove forze politiche che si sono affacciate alla scena politica regionale e comunale sapranno essere conseguenti con quanto dichiarato nelle campagne elettorali e se quei programmi erano qualcosa di più consistente di una bandiera elettorale.
Io laicamente credo a tutti fino a prova contraria, per me rispetto a questo specifico tema, non c’è differenza, la questione non è politica -intendendo con questo termine l’appartenenza ad un gruppo- ma di prospettiva e proiezione futura del ruolo della mia città.
Mi auguro sinceramente che l’esperienza aggregante che indubbiamente, al netto di polemiche e recriminazioni, sta rappresentando questa “movida potentina” contribuisca ad aprire gli occhi degli scettici, a far prendere coraggio alla classe imprenditoriale, a ristorare i rassegnati, i delusi, quelli che pensano che questa è una battaglia che non si può vincere, dimostrando che avevamo ragione, oggi come non mai è evidente che il Parco della Città, integrato con Rossellino, Parco del ponte Musmeci e Parco del Basento è la vera svolta per la nostra città in cerca di un ruolo.]]>