Claudia Durastanti, la mia lucana dell'anno 2019

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Totem Magazine è condivisione, esattamente questo è il punto di partenza attraverso il quale donne e uomini della nostra comunità regionale e non solo partecipano alla vita del nostro progetto editoriale. Abbiamo deciso di indicare un personaggio e un evento che per la comunità allargata di Totem potesse rappresentare il 2019 della Basilicata.

Coinvolgendo oltre 60 autori della nostra testata, alla fine il “Personaggio dell’anno” è risultata la scrittrice Mariolina Venezia e come “Il fatto dell’anno” abbiamo scelto l’elezione del Generale Vito Bardi alla Presidenza della Regione. 

Fra tutti i contributi ricevuti dai nostri autori, alcuni sono particolarmente originali oltre che articolati nella loro motivazione. Pertanto abbiamo deciso di condividerli anche con voi. 

 

Claudia Durastanti lucana dell’anno (secondo Paride Leporace)

A mio parere la lucana dell’anno è una giovane intellettuale, gran scrittrice di talento, finalista del Premio Strega. Claudia Durastanti, nata a Brooklyn da madre lucana, vanta già numerosi romanzi di successo che le sono valsi Premi letterari di degna autorevolezza per la scrittura originale e sempre viva, ma anche per costruzione delle sue storie. Il suo acclamato “Cleopatra va in prigione” sta per essere pubblicato in Gran Bretagna e Israele. Giovane donna cosmopolita, traduttrice, scrive di cultura su Repubblica e varie riviste. Vive a Londra dove ha fondato il “Festival of Italian Literature” e ne abbiamo ammirato il ragionamento come testimonial nel documentario “VadoVersoDoveVengo” di Nicola Ragone , non a caso dedicato ai temi della nuova emigrazione.  Un incrocio con il suo ultimo straordinario libro “La straniera” che allo Strega è stato proposto da Furio Colombo per linguaggio, talento e costruzione del mondo. Il libro ha vinto anche il Premio Sila dove il poeta Magrelli nelle motivazioni scrive di: “ una vita segnata da eccezionali esperienze di straniamento, a livello sia familiare e geografico, sia culturale e linguistico”. L’io e la biografia di Claudia sono romanzo che deborda al saggio proponendo letteratura fresca. Claudia è figlia di due sordi dalla vita intensa e rock, emigrata al contrario dall’America verso un piccolo paese della Basilicata. Nel suo romanzo-biografia demolisce  la linea nostalgica del levismo, i tabù demartiniani, le sovrastrutture della sociologia marxista americana del familismo amorale. La straniera di Durastanti siamo noi e i nostri figli, il nostra stare al mondo con un punto di vista autenticamente lucano fuori dalla retorica e dai sepolcri inventati: “La Val D’Agri era nella route di alcuni motoraduno, ma le carovane salivano di rado fino al mio paese. non c’era nulla di particolare da vedere. Era un comune molto piccolo, c’erano solo chiese dall’architettura povera e bar che chiudevano e richiudevano a ritmo regolare dopo le denunce alla polizia fiscale da parte di un concorrente”. Quel sentirsi sempre stranieri che attraversa la nostra modernità.Niente nostalgia da piccola patria. Ma la complessità dell’attuale con limes che raccontano il pianeta attraverso un’altra Storia e Geografia.  La Basilicata di Claudia è quella del trolley, quella di una scrittrice che scrive i romanzi in italiano e i saggi in inglese, che osserva e racconta la vivacità che sta modificando anche la nostra regione su diversi stili di vita e nuovi consumi culturali. “Così mentre ho iniziato a scrivere ho iniziato a pensare alla Val d’Agri che conoscevo, che stava tra Annientamento di Jeff Vandermeer, It di Stephen King e La leggenda di Sleepy Hollow di Washington Irving”.  Autrice poliglotta e multiculturale. Ma lucana. La lucana dell’anno.  
Paride Leporace Direttore Fondazione Lucana Film Commission www.lucanafilmcommission.it 
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