IL TOPO DI CAMPAGNA E IL TOPO DI CITTA'

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di Giampiero D’Ecclesiis

Chi l’avrebbe mai detto che il cugino Rocco avrebbe fatto tanta carriera si disse Donato ‘u surecillo.

Eh certo, vivere in città sarà anche pericoloso, stressante, con tutte quelle auto che possono schiacciarti, quei bocconi avvelenati che seminano in giro per ucciderti, però diciamolo pure, vivere pericolosamente ha le sue belle soddisfazioni! Pensa te, chi l’avrebbe mai detto che quel fannullone del cugino Rocco sarebbe diventato famoso?

Ma la città è così, basta un attimo, una passeggiata in giro per negozi, si viene notati dai paparazzi, sbattuti on line senza rispetto per la privacy e la notorietà esplode incomprensibile.

-Ma caro Donato – disse topo Gerardo – ma chi vieta anche a noi di ricercare la nostra occasione. E’ tutta questione di mentalità, è che voi vecchi state sempre a tremare, nascosti, a vivere nell’ombra tra le intercapedini dei muri, dovremmo tutti fare come Rocco e uscire sull’aia per farci notare!

-Caro Gerardo, qui in campagna non è come in città, da noi i topi devono stare al posto loro, pena la morte!

-Ma suvvia, che fifoni! Vi mostrerò che anche noi in campagna possiamo reclamare il nostro diritto alla visibilità!

-Cugino mio pensaci. Senti il consiglio di chi ha più anni

Ma il topo Gerardo non volle ascoltare ragioni e fu così che, appena le prime ombre della sera cominciarono ad allungarsi, indossò la sua migliore cravatta e annunciò spavaldo che sarebbe uscito a reclamare il suo posto nell’aia a tutti gli altri animali della fattoria.

L’aia era ancora illuminata dal sole, le galline e le oche guardarono con sorpresa quel topo spavaldo che si avviò con passo marziale verso il centro dell’aia, giunto lì, si guardò attorno con aria di sfida e si mise in posa aspettando l’arrivo dei paparazzi per farsi immortalare.

Immaginava già lo scoop e i titoloni:

“Topo Coraggio!”, “Il primo topo moderno”, “La sfida arriva anche in campagna!”, “Tutte pazze per topo Gerardo”.

Ad un tratto sentì dire dietro di sé:

-Ah ma è proprio vero! Eccoti qua, che bel coraggio!

Si girò a favore di telecamera col suo miglior sorriso ma finì in bocca ad Arturo il gatto di casa, ci fu un breve scarmazzo di oche e galline, subito dopo torno la quiete nell’aia.

Potreste pensare che questa favola voglia contenere una morale ma in realtà vuol solo marcare la differenza tra chi conosce la vita e la sua normalità e chi di ogni piccola cosa fa un caso.

Diciamocelo francamente, c’era da aspettarselo, in una città così tanto carica di onorificenze, sportive, artistiche e Dio solo sa cosa altro ci riserva il futuro, anche i topi hanno deciso di darsi un tono e quindi, giustamente, hanno preso a frequentare le migliori boutique cittadine.

Come il più classico dei cafoni arricchiti il topo va diritto al meglio, dribbla le decine di buoni o discreti negozi di scarpe e va dritto verso il più fashion della città.

Io lo trovo divertente e davvero chapeau alla simpaticissima titolare del noto negozio che ha postato sulla sua pagina facebook una simpatica vignetta dimostrando di essere di gran lunga più ironica delle decine di vestali che si sono stracciate le vesti deplorando il “pubblico ludibrio” cui, secondo loro, sarebbe stato esposto il famoso negozio.

Ragazzi un po’ di leggerezza anche perché piuttosto che invocare la maledizione degli dei su chi ha osato fare il video (penso che chiunque di noi ci si fosse trovato l’avrebbe fatto) ci sarebbe stato da interrogarsi sulle condizioni igienico sanitarie del centro storico e, senza voler dare la croce addosso a nessuno, chieder a gran voce di porre rimedio.

Ma tant’è, per la Potenza che piace alla gente che piace solo se sei “cheap” meriti di essere sfottuto, diversamente la maestà lesa va difesa.

Per quanto mi riguarda, per quel poco che vale, dico alla simpaticissima titolare che è stata bravissima e intelligente, che nessuno può dubitare della cura e dell’attenzione che la sua ditta mette nel condurre il negozio che è certamente, da sempre, uno dei più glamour della città.

Voci di corridoio sussurrano che una parte della politica cittadina sia pronta a rivendicare il primato di Potenza Città degli Animali cui seguirà la Potenza del piffero con tanto di statua del pifferaio magico in piazza Prefettura.

Ad maiora!

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