
Non si dorme stanotte, c’è troppa ansia, non bastava il covid e problemi vari, gli Usa sono vicini, mando un messaggio a una mia amica che vive nel “ventre della bestia”, gli manifesto la mia angoscia, Antonia mi conferma anche lì stanno tutti col fiato sospeso e mi invia una foto e un link che trasmette la diretta delle manifestazioni, davanti la Casa Bianca.
Sto finendo di leggere “Ohio” di Markley, la giornalista collegata dagli Usa continua a ripetere che ci sono degli “stati chiave” che determineranno la vittoria, l’Ohio è uno di questi. Penso: “stiamo messi bene”. In quel romanzo, di un giovane scrittore esordiente, si racconta il bigotto conservatorismo di quella terra, la crisi della “Rush Belt”, Trump ne è l’interprete, forse l’unico.
Mi sveglio presto il giorno dopo e mi incollo a notebook e televisione, appare come un incubo Farinetti, si proprio lui Eataly, quello che sfruttava sotto salario i suoi dipendenti all’expo di Milano, di sinistra (e che cazzo) che spiega che i suoi stores sono solo negli stati “blue” e che solo ora ne sta aprendo uno a Dallas , perché gli stati repubblicani non sono interculturali, la gente è gretta. Conosco i prezzi dei suoi stores, capisco perché la sinistra (se questa è sinistra) ormai è dappertutto il partito degli Ztl, naturalmente lui auspica la vittoria di Biden, mi gratto furiosamente. Claudio, da Philadelfia, tramite FB mi urla la sua rabbia per lo scarto di voti troppo basso anche in caso di vittoria, mi scrive in tarda serata, quando aumentano le quotazioni di Biden, “sembra tutto un filo meglio Toni’. Ma è troppo tirata, secondo me vince, ma di così poco che le delegittimazioni di Trump andranno a mille per mesi e il Senato lo terrà in stallo per quattro anni”.
Claudio vive e insegna lì da due anni, la moglie bloccata in Italia perché doveva fare il ricongiungimento ma è stata bloccata dal covid, è solo, in trincea, figlio di amici ma potrebbe essere mio figlio, circondato da barbari. Come possa la metà dell’elettorato statunitense, dopo quattro anni, votare questo pagliaccio incolto, maschilista, negazionista appartiene ai misteri della fede, ma forse non è proprio così, la domanda è mal posta e ci riguarda molto di più di come crediamo. Proviamo a riformularla: come è potuto accadere che producessimo le attuali classi dirigenti? Per gli Usa, possibile che otto anni di amministrazione Obama, il primo presidente afroamericano della storia, non siano riusciti nemmeno a riformare una polizia che usa l’omicidio dei neri come arma di dissuasione di massa?
La politica deve osare di più, essere più radicale, credere nelle proprie scelte. Ha ragione la mia amica americana quando dice “anche se Trump perde ci sono mille riforme da fare e la prima sicuramente è di togliere questo potere di merda alla polizia”.
Tutto questo è potuto avvenire perché abbiamo smesso di batterci per le nostre idee, è da allora che si è affermato questo mondo, queste ingiustizie, questo tracimare dell’ignoranza, questa perdita di valori, è allora che abbiamo smarrito la nostra “umanità”. Come diceva Faber “anche se vi credete assolti siete (siamo) lo stesso coinvolti”.
I processi in moto hanno una logica che travalica gli uomini, gli uomini li interpretano, provvisoriamente, le persone cambiano ma i processi si sviluppano, vanno intercettati strutturalmente o non ne veniamo a capo. Biden alla fine ce la farà ma quella società, la nostra società (vale anche per noi e i trumpiani grevi di casa nostra) rimane lì, se non la trasformiamo da dentro a partire da noi, rimane e continuerà a produrre mostri. L’emergenza Covid sta producendo una accelerazione, una crisi, ma questa deriva si alimenta di crisi, si struttura attraverso il governo della “eccezionalità”, “sovrano è chi decide sullo stato di eccezione” diceva qualcuno, bisogna cominciare a confrontarsi con questa eccezionalità percorrendo anche i limiti della democrazia.
Mai la situazione mondiale è stata tanto esplosiva, la ripresa del terrorismo islamico che porta morti a Vienna e in Francia è figlia anche del conflitto in Nagorno Karabakh, la Turchia e la Russia sono diventati i burattinai dell’Asia caucasica e del Magreb, gli Usa sono avvitati sulle vecchie pulsioni isolazioniste e la conquista del primato economico, l’Europa è in confusione totale, la Francia prova , con qualche timido tentativo, a svolgere un ruolo internazionale. Occorre un pensiero altro, nuove categorie del pensiero politico, nuova pratica dell’agire, nuove classi dirigenti, non fermarsi a piccoli rallentamenti della barbarie, a piccole vittorie temporanea. Biden deve vincere e lo farà ma non basta.
Tutto si tiene in una dimensione geopolitica globale, mai il dramma è stato più collettivo, mai gli effetti del famoso “battito di ali della farfalla” furono più immediati, ricominciare dagli Usa è importante ma è necessario ricominciare soprattutto da noi stessi.