È vero, il 2000 ha segnato una accelerazione, ma non ha certo mutato quella tendenza che, in tutto l’Occidente, era già partita nel dopoguerra e che si è solo esasperata, fino al parossismo. Il vero cambiamento è quello che è avvenuto nel 2020. È stato come svegliarsi da uno di quei sogni talmente vividi da sembrare la realtà. Forse avremmo dovuto ricordare la serie televisiva “Spazio 1999”, che negli anni Settanta ci faceva sembrare il Duemila così lontano e colmo di Mistero, ma ci raccontava anche che la Luna può sfuggirci. E oggi che il Duemila è vent’anni fa, in un certo senso (metaforico) la Luna ci è sfuggita davvero di mano: una pandemia di una ‘leggerezza’ tale che solo un secolo fa, nella media di mortalità vigente e in una economia perlopiù locale, non sarebbe neanche stata notata, è riuscita a provocare un disastro che i media paragonano addirittura a quello di una guerra.
Questa cosa mi induce a riflettere, poiché la considero essenziale, determinante. Più che valutare la potenza del ‘nemico’, ritengo necessario scovare le ragioni della nostra vulnerabilità. Non voglio farla lunga. Mi limito a elencare un decalogo di ‘istruzioni per l’uso’ del 2021, una sorta di ‘bugiardino’ in cui, utilizzando solo il buonsenso, ho raccolto indicazioni e controindicazioni per l’assunzione di un nuovo anno che è anche l’inizio di decennio e che costituisce l’autentico ingresso del Terzo Millennio.
- Avere un tenore di vita troppo elevato è controproducente, per la semplice ragione che quanto più si sale in alto tanto è più facile cadere e farsi male. Oltretutto abbiamo ampiamente sperimentato quanto la felicità, dopo che siano stati soddisfatti i bisogni primari, è uno stato mentale che non ha nulla a che vedere con il possesso. Il potere e la ricchezza portano all’assuefazione, alla ricerca ossessiva del ‘sempre di più’, fino all’autodistruzione.
- La finanza è il Satana della religione liberalista. La capacità d’acquisto che non abbia origine dal lavoro o dalla produzione è per l’Economia un cancro. E può bastare un virus per accelerare il processo degenerativo.
- Se la globalizzazione, in ogni senso, non è equilibrata da una coesione locale, sia economica che identitaria (non in contrapposizione all’alterità) una qualsiasi piccola frattura, in qualsiasi luogo del mondo, può arrivare a ingigantirsi come uno tsunami e fare danni ovunque.
- Considerarsi individui in senso stretto è sbagliato e autolesionistico. Dipendiamo gli uni dagli altri e, tutti insieme, siamo parte della biosfera: con essa abbiamo un destino comune. Anteporre gli interessi economici (che peraltro arricchiscono pochissime persone a discapito di interi popoli) alla sostenibilità ambientale è pura follia. Il problema è che siamo cognitivamente strutturati in maniera tale da sottovalutare i pericoli lontani nel tempo e nello spazio e non essere sensibili agli effetti lenti delle nostre azioni. In tali casi l’unica risorsa è la ragione.
- L’aver trasformato il confronto politico in scontro personale è una delle cause principali del degrado delle democrazie nell’Occidente. Attaccare con scherno e violenza chi manifesta idee diverse dalle proprie sortisce il solo effetto di far incaponire l’altra parte sui propri ideali, inibendo qualsiasi forma di sintesi dialettica. Progressisti (fra i quali mi annovero) e conservatori, quando non traviati da interessi personali, hanno entrambi un ruolo importante nel mantenimento dell’equilibrio dinamico necessario al sistema sociale.
- Servizi fondamentali quali l’istruzione e la sanità non possono sottostare a logiche di tipo aziendale, secondo le quali l’obiettivo primario è quello del profitto. Non bisogna dimenticare l’importanza di altri capitali, ben più importanti sul lungo periodo: quello etico e quello culturale, soprattutto.
- Le parole sono importanti. Il loro utilizzo non banale esige competenza: dire “DNA” è facile, comprenderne il significato profondo in contesti specifici può altresì richiedere anni e anni di studio. La fiducia nella scienza (la ‘fiducia’ non è ‘fede’) è fondamentale, in una struttura sociale che si è spinta così lontana dallo ‘stato di natura’.
- Se tutti avessero un senso di responsabilità innato, non ci sarebbe bisogno neanche della Legge, e tutti i miei amici avvocati dovrebbero cambiare mestiere. Così non è. Da ateo invito chi si sente senza colpe a scagliare la prima pietra.
- Niente è per sempre. Preservare la democrazia, la libertà e la giustizia sociale esige memoria storica unita a un costante impegno. Nella barbarie, invece, si precipita in niente e vi si resta a lungo.
- Il 2021 è l’inizio di una nuova Era. Non capita a tutte le generazioni un privilegio del genere. Bisogna cercare di esserne degni.