Il tratto che confonde i sensi: l'arte di Giulio Giordano

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Il fumetto è una forma d’Arte. Combina l’immediatezza e la potenza emotiva delle immagini alle infinite declinazioni della parola. Permette ciò che al romanziere più talentuoso è negato: rappresentare in modo perfetto il proprio universo creativo al lettore. Senza approssimazioni. Senza ricorrere al completamento della fantasia dell’altro. Il fumetto ha un suo rappresentante di spicco nel capoluogo potentino. Un artista di quelli veri. Di quelli che parlano poco e realizzano molto.

Sto parlando di Giulio Giordano, nato a Potenza nel 1975.
Le sue tavole sono un vero shock emotivo. Portali dimensionali che ci trascinano a viva forza in soggettive estreme. Il suo tocco è un’orgia di colori e sfumature, confonde i sensi e possiede un magnetismo estetico dirompente. In particolare, Giulio tratteggia figure femminili di una bellezza aliena, ultraterrena. Un soffio di veli e trasparenze sembrano separare reale e ideale. Un richiamo al Divino che si cela in tutte le cose, ad un passo da noi, ma al tempo stesso irraggiungibile.
Attualmente Giulio sta lavorando alla rifondazione di uno dei fumetti più famosi in Bonelli: Martin Mystere. Inoltre è disegnatore di Diabolik, personaggio storico del fumetto italiano che sta tornando a nuova vita anche grazie alla realizzazione di un film a lui dedicato, diretto dai Manetti Bros., con Luca Marinelli, Valerio Mastandrea e Claudia Gerini. Lavora anche per il prestigioso marchio Ferrari e per la Mondadori.
Ripercorriamo i momenti salienti della sua folgorante carriera. Giulio fonda la bottega Fabrica Artis per la creazione di video, fumetti, mosaici, pittura. Realizza diversi cortometraggi tra cui “Piano t.” documentario realizzato con la supervisione del Leone d’argento a Venezia Babak Payami, con la produzione della Noeltan film e presentato al Nisi Masa Anniversary Week di Parigi e al Washington Coming of Age in Asia and Europe.  Un suo quadro viene donato a Papa Benedetto XVI in occasione del IV Centenario di S.Andrea Avellino. Nel 2009 partecipa alla collettiva di pittura “Art Fair Hangzhou”, Beijing, China. Dopo aver sperimentato diverse arti, torna alla sua passione principale, il fumetto.

Docente e fondatore della  scuola di fumetto e illustrazione Redhouse Lab. Illustratore e fumettista,  esordisce disegnando l’albo X-comics per Coniglio editore; nel 2014 viene ingaggiato dalla Sergio Bonelli Editore per disegnare “I Due Re” una storia di Paola Barbato nella collana “Le Storie” e successivamente per “Rusty Dogs” disegna un episodio del webcomic scritto da Emiliano Longobardi e disegnato da alcuni fra i migliori disegnatori italiani. Nello stesso anno, su testi di Giuseppe Palumbo, disegna il volume “I cruschi di Manzù” per Lavieri e “The Rider” per la Marlboro country (Mcs) tradotto e distribuito in tutta Europa. Ha donato alla sua città due murales, uno rappresenta il Santo patrono e l’altro il leone del Potenza, dipinto sul muro di cinta dello stadio Viviani. Giulio è un grande talento. Un nome che, sono certo, lascerà il segno nel mondo del fumetto e quindi dell’Arte.

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