La mela e la luna. Ho scelto questo titolo, per la mia rubrica, perché lo trovo bello e anche evocativo. La mela è il simbolo della libertà del nostro arbitrio (ultimamente messa in discussione, quindi niente affatto scontata): rappresenta la ragione, anche e soprattutto quando sbaglia. La luna invece simboleggia il chiarore nella notte, ovvero ciò che pur salendo dal di dentro ci sorprende: un’intuizione selvaggia, per esempio, o l’amore.
Insieme, la mela e la luna evocano la potenza conoscitiva dell’analogia: quel salto da un campo dell’esperienza all’altro che appiana le diversità. “Così in alto come in basso”, recitava un vecchio motto in voga fra gli alchimisti. Identità fra macrocosmo e microcosmo, per i pensatori rinascimentali. Si narra che Newton, vedendo cadere una mela dall’albero sotto il quale si era fermato a riflettere abbia intuito che anche il moto orbitale della luna non costituisce altro che una continua caduta libera, che non si conclude solo per via della componente tangenziale della velocità iniziale. Grazie a questo pensiero scappato via per la tangente (stavolta anche in senso letterale), egli riuscì in poco tempo a concepire la sua Teoria della Gravitazione Universale, pubblicata nel 1687 e superata solo nel 1916 dalla Relatività Generale di Einstein, della quale resta un’ottima approssimazione. Quest’ultima, costruita in quattro dimensioni, elimina il concetto di forza e a esso sostituisce quello di curvatura dello spazio-tempo. E così, in situazioni di campi gravitazionali modesti, quali sono quelli in gioco nel sistema solare, dalle componenti della metrica (ovvero dalle equazioni della geometria locale) si scopre che a dettare il moto dei pianeti e della luna lungo le loro ellissi, e a far cadere giù la mela dal ramo, è la curvatura dovuta alla componente temporale, mentre lo spazio rimane essenzialmente piatto.
Detto in altri termini, il sistema solare esiste e gli oggetti cadono a terra perchè tutto tende ad andare laddove il tempo scorre meno in fretta. Forse anche per questo, inconsapevolmente, gli amanti amano la luna.
Una cosa comunque è certa: neanche la Relatività Generale è la teoria definitiva. Ci sono ottime ragioni per ritenere che sia così, anche se qui non è il caso di elencarle. Di più: la provvisorietà delle teorie è nello stesso statuto della scienza. Ciò vale in senso lato. Esistere in pienezza significa essere disposti a ricominciare, per fortuna quasi sempre dopo essere saliti sulle spalle dei giganti.