Sì, avete indovinato. È un pisciatoio pubblico, nella Parigi di metà Ottocento. Con
sponsor in bella evidenza di una “profumeria”. Foto singolare. L’inventore fu un prefetto, il
Conte di Rambuteau, che aveva deciso di trasformare la città, rendendola più vivibile (vial
alberati, fontane, servizi ecc.). E ne fece installare ben 500. Ma quelle edicole divennero le
“Colonne Rambuteau” e la cosa non gli piacque: essere ricordato a futura memoria per
aver dato il nome a un pisciatoio non era certo onorevole. Allora preferì cedere l’onore a
“Vespasiano”, l’imperatore, chiamandole ufficialmente “colonne vespasiane”.
L’imperatore era passato alla storia per una serie di riforme, tra cui quella della tassa
sulla “raccolta differenziata” delle urine da parte degli imprenditori. L’urea era molto utile e
anche costosa perché l’ammoniaca era alla base dei processi di colorazione dei tessuti e
come risorsa non poteva essere lasciata gratis a chi ci lucrava.
E quando il figlio Tito rimproverò il padre per essersi sporcato le mani (è il caso di dirlo)
con la pipì, lui gli fece annusare i soldi che aveva guadagnato con la tassa della raccolta e
disse: “Pecunia non olet”.
