Nutro rispetto per tutte le persone alle quali il covid ha portato via qualcosa: affetti, lavoro, pezzi di gioventù, occasioni che non si ripeteranno, equilibrio mentale. Non c’è bisogno che descriva io la portata devastante della pandemia sulle nostre famiglie, sulla nostra società. Detto questo, e messe pertanto le mani avanti, vorrei capitalizzare le cose che ho comunque imparato grazie a questo anno e mezzo scarso di ansia collettiva.
Intanto che il mio alito alle volte è terribile. Probabilmente lo era anche prima della pandemia, però con la mascherina prima non me ne accorgevo, quindi grossa solidarietà e ringraziamento a chi in questi anni mi è stato ravvicinato e per gentilezza ha fatto finta di nulla. Lo dico con disinvoltura perché penso che sia un fattore comune, rassegniamoci: il nostro alito non sa sempre di mughetto, soprattutto se hai passato gli “anta”, non siamo più perfetti (caso mai qualcuno lo sia mai stato). Dal covid all’autocoscienza è un passo.
Poi ho arricchito le mie chiavi interpretative della realtà: adesso un elemento in più per individuare gli imbecilli intorno a me, e starne dunque alla larga, è l’affiliazione praticante al movimento complottista vaccinale: “Tu non capisci, ci stanno usando come cavie, è tutto mosso dal denaro”. Che è un eufemismo per comunicarmi “Mentre tu povero coglione ti facevi vaccinare io stavo lottando per salvare il mondo”. Che uno poi vorrebbe vedere come si salva il mondo, così una volta per tutte definiamo un metodo, così facciamo un manuale di istruzioni e siamo tutti più tranquilli, e magari sarò anche un po’ coglione (ma poi perché lesinare? Anche totalmente mi può andar bene) però mi sono vaccinato, come tanti altri, quasi tutti, non mi pare vada troppo male, certo: “Ma tu non sai che succede nel lungo periodo!”, sicuramente, ma in quanto coglione ero beceramente preoccupato nel breve, brevissimo periodo, e poi me lo ricordo ancora quel che diceva Keynes del lungo periodo.
Ho imparato che il XXI° secolo, con le sue crisi economiche e sanitarie, ha accentuato la flessibilità e la poliedricità degli individui: in un anno e mezzo siamo diventati statistici in grado di elaborare grafici sull’andamento dei contagi e fare previsioni sul raggiungimento dell’immunità di gregge, poi virologi capaci di spiegare come avviene il contagio anche in presenza di varianti, economisti capaci di definire soluzioni di contrasto al crollo delle attività di impresa, medici in grado di specificare perché il vaccino A è meglio del vaccino B e, infine, con l’arrivo del mese di giugno, siamo tornati a fare quello che da sempre sappiamo fare meglio: gli allenatori di calcio alle prese con gli Europei. Io, che nella vita sono uno “ndruvulatonz”, sono seriamente preoccupato da tanta concorrenza.
Ho capito che se sono riuscito a trascorrere un anno e mezzo senza sentire il bisogno di sapere come stava Tizio o che faceva Sempronia, constatando che parallelamente Tizio e Sempronia non avevano avvertito impellenza nel contattarmi, allora forse anche nel post pandemia potremo fare reciprocamente a meno gli uni degli altri, un modo tutto sommato indolore per mettere ordine nelle relazioni.
Ho preso atto del fatto che dopo un anno e mezzo passato a contare i morti il nostro Paese ha finalmente imparato a focalizzare la propria attenzione sulle questioni veramente importanti: l’abolizione dell’uso della mascherina all’aperto e la necessità di poter ricevere la seconda dose di vaccino in altra regione, così non si spezzano le vacanze. Ma adesso ripartiamo, mettiamo in dispensa tutto questo fondamentale bagaglio di competenze acquisite grazie al covid (che pure lui qualche limitato effetto positivo pure doveva avercelo) e riprendiamo a vagabondare, ad andare al mare, a mangiare una pizza sereni, a fare colazione al bar e, in tutto questo, a sentirci di nuovo immersi nelle affascinanti conversazioni sugli sviluppi dei reality, sulle cilindrate delle moto o sugli inestetismi della pelle. Meraviglioso, già pregusto l’affiorare meschino di una nostalgia amara verso parole superate ma rassicuranti: lock down, coprifuoco e distanziamento.