Posso dire? Settimana moscia.
Amici miei vi confesso che seguire i giornali quotidiani e le notizie questa settimana è stata una gran noia, il fritto e il rifritto ci ha perseguitato senza alcun particolare battito d’ali.
Ma andiamo per gradi.
Una parte sostanziosa della discussione pubblica ha riguardato essenzialmente argomenti affini alla civica educazione, diciamocelo, dai danni all’illuminazione del Leone potentino in Piazza Vittorio Emanuele II, alle lamentele con conseguenti delibere restrittive sulla movida al centro storico, tutto può essere imputato al deficit di educazione di una parte della cittadinanza potentina.
Naturalmente, ancora una volta, è davvero divertente verificare come anche su cose minime come queste la politica riesce a dare il peggio di sé, permettetemi di essere sincero, dopo essersi a più riprese lamentati per feci, odore di orina e vomito, schiamazzi, difficoltà per il riposo dei residenti, inalberare l’attentato alle libertà personali a seguito della ordinanza del Sindaco volta a contrastare il fenomeno vietando il consumo di alcool e gli assembramenti dopo una cert’ora fa veramente sorridere.
I Bastian contrari, dopo aver tuonato più volte contro l’amministrazione rea di non tutelare i diritti di chi la sera vuol riposare (tali erano alcune delle veementi critiche rivolte all’epoca dei “baretti sul Basento”) oggi che l’Amministrazione comunale prende un provvedimento (tanto più necessario atteso l’allarme Covid), chiedono a gran voce libertà.
Divertente è il paradossale ribaltamento delle posizioni quando, viceversa, la discussione passa al livello nazionale. Lì i tutori dell’ordine e del silenzio ululano alla luna invocando libertà rispetto a obblighi vaccinali e carte verdi mentre i libertari della movida locale diventano i ferrei censori di ogni anelito di scelta individuale.
In Regione hanno sciolto il nodo delle Pari Opportunità, all’ avvocata Enrica Pipponzi, riconfermata al ruolo di Consigliera Regionale di Parità, mi sembra cortese fare gli auguri anche per sopperire alla mancanza evidente di garbo istituzionale di chi, dalle ali estreme della destra regionale, nella foga di fare gli auguri alla Consigliera Supplente (auguri anche a Rossella Mignoli), si è dimenticato di farli alla Consigliera Regionale titolare.
Il migliore editoriale della settimana, permettetemi di dirlo e senza offesa per nessuno, è stato di Angelo Mauro Calza (onore al merito!) quel suo fotomontaggio con il Presidente Bardi in divisa da Legione Straniera dal titolo “La Regione Straniera” vale un intero articolo di fondo.
Il Regionario Bardi (permettetemi di chiamarlo così) ancora una volta è sulle pagine dei giornali per una nomina campana, cari miei c’è poco da protestare per il Presidente, le sue scelte lo dimostrano chiaramente, i lucani non sono all’altezza ed è di tutta evidenza che la sua maggioranza condivide.
Non chiamatemi campanilista se auspico che alle prossime elezioni in blocco certa destra lucana vada a candidarsi in Campania.
A proposito di nomine, vogliamo dimenticarci di Acquedotto Lucano?
Sempre a proposito di ribaltamenti demagogici delle posizioni la politica di sinistra ha tentato un colpo di coda nell’elezione del vertice di Acquedotto Lucano e, allor quando gli è andata male, ha alzato alti guai lamentandosi di spartonze e incarichi politici.
Ora io dico che ci vuole una memorabile faccia di tolla ad argomentare una cosa del genere dopo aver per cinquant’anni lottizzato tutto il lottizzabile in ogni ganglio influenzato dalla politica in Basilicata.
L’Ing. Andretta è persona di grande valore e capacità, inutile commentare i tanti che parlano e straparlano senza sapere nulla.
In una settimana un po’ scialba, venerdì è stata inaugurata piazza Albino Pierro con solita, squallidissima coda di rivendicazione di meriti e primogeniture. Ragazzi che pena.
Mentre da noi stancamente si dibatteva del nulla in Germania un improvviso evento alluvionale distruggeva case, uccideva persone, danneggiava infrastrutture e attività produttive.
Siamo alle solite. Guardate bene l’immagine di copertina dell’articolo, un intero quartiere costruito dentro un meandro abbandonato di un fiume che, all’arrivo di un evento di piena, ovviamente, è andato a rioccupare il suo spazio.
Mi tornano in mente le polemiche, le chiacchiere da bar, dei tanti piccoli e grandi cialtroncelli locali a proposito del Basento o del Gallitello, tutti uguali, tutti presuntuosamente convinti che basta una sfogliata su Wikipedia per dare pareri su edificabilità e scelte urbanistiche.
Meditate.