Ok ragazzi, la premessa è d’obbligo quando si parla di temi così delicati: tutti sanno che nessuno di noi guarda questo tipo di trasmissioni. Noi, di solito, la sera leggiamo Proust mangiando taralli di Capalbio al sale dell’Himalaya e ascoltando Karlheinz Stockhausen su un grammofono appartenuto allo zar Nicola II.
Temptation Island, per chi come te non l’ha mai guardata, è una trasmissione delle reti Mediaset in cui delle coppie (di sfigati) vengono separate, con enorme strazio, e passano 15 giorni al mare: le ragazze tra le braccia tatuate di cazzoni palestrati mentre i ragazzi distesi sulle cosce di aitanti vittime di chirurgia estetica il cui unico scopo è aumentare i followers su Instagram. Tutto questo per testare l’amore di ogni coppia e la loro capacità di resistere alle tentazioni. Una roba che manco Oscar Wilde dei tempi d’oro.
Lo chiamano pure esperimento sociale, che quando Maria De Filippi capisce di avere tra le mani un programma di merda che la renderà ancora più ricca e potente, lo fa chiamare sempre esperimento sociale. Genio.
Temptation Island ci fa scoprire, una puntata dopo l’altra, che se metti appunto uno sfigato, anche se innamoratissimo, in mezzo a 20 stanghe che ci provano con lui (stanghe che, tra l’altro, hanno regolarmente superato un provino di zoccolaggine televisiva) ci saranno delle ottime probabilità che i suddetti sfigati un pensierino ce lo facciano. Può capitare persino che una botta gliela diano nonostante siano sotto osservazione delle fidanzate h24. Ma questo è un caso di scuola che ancora non si è verificato.
“Ma che ce ne fott!” fu la risposta di uno dei partecipanti, di chiare origini altoatesine, di qualche anno fa e fu uno dei momenti intellettualmente più alti di tutte le edizioni di questo splendido esperimento sociale.
Naturalmente non vorremmo essere tacciati di maschilismo e non ne avremmo neanche modo visto che, dall’altro lato, nel villaggio delle ragazze succede su per giù la stessa cosa: queste povere donne che, una volta capito che dall’altra parte è tutto un tran tran di coccole e massaggi (le solite coccole che sono venute a mancare nella coppia) iniziano ad “avvicinarsi” al single Mario con complimenti del tipo: “Ma che bella mandibola che hai!” e a strusciarsi come fa il mio gatto Beaudelaire vicino alla mia virile caviglia.
Tutte sempre armate della inseparabile sigaretta elettronica che, oppio moderno, intorpidisce le loro menti col vapore acqueo.
Devo ammetterlo però: se lo affrontiamo con una lettura epistemologica questo esperimento sociale potrebbe insegnarci tante cose: tipo che la parte blu della gomma non è mai servita a cancellare la penna e che se metti due tette in faccia a un uomo gli vacilla pure la fede nel centrocampo della Nazionale di Mancini.
Ora, cari lettori, per concludere, fate questo esperimento mentale. Mi rivolgo all’uomo medio, intellettualmente medio, mediamente scolarizzato, uno tipo me o te che mi stai leggendo, fidanzato o sposato, in una relazione duratura e con una certa stabilità emotiva: uno equilibrato insomma. OK, ci sei? Da domani vieni catapultato in mezzo a 20 ragazze che sembrano uscite dalla pagina di VIP ITALIANE su Instagram o da uno strip bar di Innsbruck. Dal primo momento queste seminude dee della mastoplastica iniziano a sbatterti in faccia culi talmente alti da sembrare due gobbe, tipo cammelle (secondo me “cammelle” è una delle parole più sexy della lingua italiana), e a mostrare interesse per i tuoi pettorali flosci e per i tuoi peli sulla schiena. Tu, naturalmente, pensi sia impossibile tale interessamento, ma allo stesso tempo inizi e provare un piacere viscerale, umano, vitale e, diciamo la verità: ti sale la monta. Sai che la tua struttura fisica non ti consentirebbe un tale accoppiamento ma credi anche nei miracoli. Sai benissimo che la tua compagna ti osserva, vede e ascolta tutto quello che fai e ogni giorno tenta di ammazzarti anche solo se ti permetti di dare la precedenza a una Smart con una bionda, ma, onestamente, quando cazzo vi ricapita una mula del genere? Sai anche che l’interesse della single per te è totalmente falso, scritto da insulsi autori di un programma TV la cui idea più brillante è “ora fatevi i grattini” anche se i parcheggi non sono a pagamento.
Dunque: ti chiudono in una villa con un pezzo di fica che non ti ricapiterà mai più nella vita e hai tua moglie che vede e ascolta tutto, tu che fai? Te ne sbatti e ti godi questo momento capendo di essere vivo ma sapendo di essere già morto.
Sei vivo e morto nello stesso momento.
Sei tu, in quel preciso istante, il gatto di Schrödinger e Temptation Island ha un unico scopo: illustrare come la meccanica quantistica fornisca risultati paradossali se applicata ad un sistema fisico macroscopico.
PS: Scusate il mio sguardo maschilista e il linguaggio eccessivamente terra terra, non vorrei che qualche femminista borghese si sia offesa, ma dovreste ormai saperlo: “la sregolatezza pura, senza genio, mi esalta!” per citare un grande che ci ha lasciato in questi giorni.