Vittoria e Gloria fanno rima con Cicoria

Spengo la TV e mi metto a scrivere di un ragazzo italiano che oggi ha vinto l’oro nel “kumite”. Il kumite è una branca del karate, le altre sono “kata” e “kihon”, che consiste nell’allenamento con un avversario. “Kumi” in giapponese vuol dire incontrarsi e “te” significa mano, quindi kumite vuol dire incontro di mani, in pratica menarsi, menare palate, quagliare.
 Il kumite quest’anno per la prima volta nella storia è presente come specialità olimpica.
Quindi immaginate la gioia di questo ragazzo che si chiama Luigi Busà, siciliano di Avola, che per una vita ha praticato uno sport di cui manco la mamma sapeva dell’esistenza che all’improvviso il Comitato Olimpico decide di far diventare disciplina olimpica, Luigi sogna di andare ai giochi come un atleta vero.
La riunione del Comitato Olimpico è stata più o meno la seguente:
“Che disciplina nuova mettiamo quest’anno? Mettiamone una che si menano almeno ci divertiamo!”
“La rissa in discoteca!”
“No troppo cruenta!”
“Il tiro del vaccino: si mettono in fila dei NOVAX e gli atleti, lanciando delle siringhe di Astrazeneca, devono centrarli!”
“No troppo cruento!”
“Allora estraiamo una lettera!”
“K”
“Kayak?”
“Già c’è!”
“Kitesurf?”
“Già c’è!”
“Kumite?”
“Che cazz’è il kumite?”
Finalmente Luigi Busà arriva a Tokyo deciso a portare in alto il suo sport, di farlo conoscere a tutti quelli che gli dicevano “ma non puoi giocare alle slotmachine al bar come tutti i tuoi amici?”.
Luigi arriva a Tokyo e supera uno dopo l’altro tutti gli avversari che incontra sulla sua strada. Luigi sbaraglia in finale un capellone dell’Azerbaigian, uno che era a Tokyo in vacanza e la federazione di karate ha buttato sul tappeto a combattere tanto in Azerbaigian tutti sanno menare le mani. Ma Luigi Busà è più forte anche della malavita azera e lo stroppia di palate salendo sul tetto del mondo del karate mondiale. È ORO!
Ora tutti gli onori e la gloria di questa giornata olimpica saranno per lui, tutti parleranno del kumite e dell’accento sulla A del suo cognome. Luigi pensa che quelli della Vita in Diretta saranno già al suo paese di origine a intervistare suo cugino il barbiere e la bidella della scuola media che ha frequentato. Già si vede fidanzato con la velina mora di Striscia la Notizia. Oramai aspetta solo la telefonata di Draghi.
E invece, un attimo dopo, l’Italia vince per la prima volta nella storia la staffetta di atletica, un oro clamoroso nella 4×100 sconfiggendo per una nasata sulla linea dell’arrivo la perfida Albione, come agli europei un mese fa. Come si dice “suca” a Londra?
Risuonano ovunque i nomi di Patta, Jacobs, Desalu e Tortu: siamo i più veloci del mondo! Io ho vinto pure una cinquantina di euro alla Snai grazie a loro.
Luigi Busà, in preda al panico, teme di ricadere tra gli sconosciuti, prova a chiamare lui a Draghi ma è sempre occupato: il Presidente sta parlando con i ragazzi della staffetta e la velina ha già riempito di like l’instagram di Patta.
Povero Gigino Busà, mi ricorda quando nel 2014 suonai con la mia band al Concertone di piazza San Giovanni a Roma credendo di diventare il cantante più famoso di Pignola e un attimo dopo Arisa vinse Sanremo. Perciò ti capisco Gigi’ e ti sono vicino.
PS. Cicoria si chiama la mia gatta.

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