La fermezza di un piede ben piantato per terra ci fornisce una base di appoggio stabile. La solidità statuaria dell’immobilità ci rassicura. Non si cade. Non si rischia nulla. Tutto è in perfetto equilibrio.
Ma fermi nella stessa posizione, avvertiamo un formicolio fastidioso. Un tendersi di muscoli contratti dalla postura rigida. Siamo costretti a muoverci per provare sollievo.
La nostra salvezza risiede proprio nel movimento, espressione di tutte le potenzialità offerte dalla vita. Ciò che è immutabile non può essere considerato autenticamente vivo. Il cambiamento fornisce indizi sui delitti del tempo e implica sempre una trasformazione. Il Panta rei di Eraclito. Tutto scorre. Anche volendo non possiamo bagnarci due volte nella stessa acqua. Immersi nel fiume siamo avvolti da una costante metamorfosi. Tutto cambia, dentro e fuori. Noi stessi diventiamo qualcosa di diverso, continuamente, nel corso della nostra esistenza. Il cambiamento è un processo che non è mai indolore. Anche lo schiudersi di un fiore è uno schiocco violento di petali, un tracimare di corolla. La luce ferisce gli occhi di un bambino appena esposto a un turbolento fuori, dopo la calda calma della placenta. La ruvida estasi di un orgasmo squassa i tendini e le fibre muscolari. Il dolore è un promemoria. Ci ricorda che siamo vivi. Per questo è a suo modo indispensabile.
È necessario aprirci alla possibilità del cambiamento autentico. Non quello subìto. L’erosione del tempo che ci modella contro la nostra volontà. Che ci consuma. Abbiamo bisogno del mutamento voluto. Consapevole. Dobbiamo riappropriarci della capacità di ricercare l’altro e l’altrove con le loro infinite possibilità. È importante sottrarsi alla stasi che ci cementifica. Il vero cambiamento passa attraverso la scelta. Un atto di autodeterminazione. Un compiersi nella nostra completezza. Per farlo è necessario agire. Il pensiero deve sempre legarsi all’azione altrimenti diventa un impalpabile fumo che offusca e soffoca. Le azioni creano il bozzolo che ci avvolge nell’oscurità per riaprirci alla luce. Il segreto del bozzolo è questo: al suo interno siamo al sicuro, ma la vita vera ci aspetta fuori. E vale sempre correre il rischio di vivere.