Mia figlia, il Covid e la Francia

Premessa

Provo col metodo induttivo a parlare di Covid. Visto che la maggior parte delle volte si procede per deduzioni. Vorrei partire dal piccolo, dal dettaglio, dall’esperienza personale, per risalire verso il generale e raccontare la pandemia in soggettiva.

Antefatto

La figlia Alfa, attentissima e rispettosa delle regole per tutto il periodo Covid, con una somministrazione Pfizer, va a Torino, sua sede universitaria il 19 luglio scorso (tampone negativo). Poi il 23 luglio si sposta (altro tampone negativo) in Provenza, dal fidanzato Beta (vaccinato Pfizer con doppia dose), anche lui attentissimo e rispettoso delle regole per tutto il periodo Covid, che lavora solo due giorni a settimana in presenza in una centrale nucleare. Il resto del lavoro lo svolge in smart working. Il 2 agosto, Alfa fa il tampone (negativo) per prendere il volo il giorno dopo. Il compagno Beta ha un pizzico alla gola. Forse l’aria condizionata. Ma prende un tampone orofaringeo fai-da-te nel pomeriggio e risulta positivo. Va in farmacia per una verifica e viene confermata la positività. Gli cola un po’ il naso. Non ha febbre, né altri sintomi.

Alfa, nonostante possa ripartire, avendo il referto negativo del suo tampone, decide di non prendere l’aereo, perché pensa che potrebbe essere in incubazione, essendo stata insieme a Beta, ininterrottamente, per più di dieci giorni. E vuole tutelare gli altri viaggiatori e noi, che la aspettiamo a casa.

“Anche perché, mi dice, non è giusto. Se avessi avuto io il Covid e lui fosse partito, ci sarei rimasta male”.

Alzo le mani. Il ragionamento non fa una grinza. Si dividono le camere e indossano le mascherine anche in casa. I genitori di Alfa ovviamente sono preoccupati. La figlia Alfa non ha completato la vaccinazione. Ma i sintomi non compaiono. Niente di niente. Beta ha solo il raffreddore. Alfa sta benissimo. Nel frattempo, si fa comprare da François, il vicino di casa, un po’ di test. E un giorno sì e un altro no, Alfa si auto-tampona, risultando sempre negativa. Ovviamente ha perso il volo. Bisogna aspettare almeno 7 giorni lui, 10 giorni lei. Per cui il 12 agosto, Alfa e Beta dovranno andare in farmacia a rifare il test. Se saranno negativi… Alfa potrà ritornare a Sud.

Quindi prenota un nuovo volo per il 18 del mese (altri 40 euro, che si aggiungono ai 40 persi). Per cui, oggi, 6 agosto, chiamo il numero verde, ma mi dicono che non possono far nulla per spostare la seconda somministrazione. Devo farlo in autonomia sul sito delle Poste per il Covid. Va bene. Vado sulla piattaforma, ma il sistema non mi fa andare oltre il 15 agosto. Sono disponibili solo 3 giorni: 13, 14 e 15.

Provo a contattare tutti i numeri dei distretti, da Lauria a Lagonegro, da Villa d’Agri a Potenza. Nessuno risponde al telefono. Chiamo persino un amico di Lauria, che, ahimè, si trova in Romania, in ferie, per avere un contatto diretto su Lauria. Mi farà sapere. “Sono appena atterrato all’aeroporto”, mi dice. Solo la centralinista dell’Asp di Potenza risponde e prova ad aiutarmi. Mi dà un’e-mail del distretto di Lauria. Scrivo e aspetto. Niente. Mi dà un numero di cellulare di un medico. Non risponde.

Chiamo allora un caro amico, Antonio, che lavora presso il distretto di Villa d’Agri.

Mi dice che il sistema informatico non accetta che si vada oltre il 42° giorno per Pfizer, tempo massimo di richiamo per la seconda dose. Per cui non è possibile prenotarsi oltre. Inoltre, Alfa potrebbe avere problemi con il Green pass generato automaticamente dalla piattaforma.

Per cui richiamo Alfa, le dico di trovare un posto sull’aereo, costi quel che costi. Riesce a trovarlo per il 13 agosto, con 100 euro di aggiunta ai 40 già spesi. Ritorno sulla piattaforma delle Poste per prenotare. Ma il centro vaccinale di Lauria è al completo. Anche Villa d’Agri. Inizio a temere che dopo averle fatto spostare il volo, non riesco a trovare una sede vaccinale. In extremis scovo un posticino nella tenda del Qatar, a Potenza, il 14 agosto a mezzogiorno. Sospiro di sollievo.

Adesso incrocio le dita. Affinché tutto il castello di carta regga, occorre che Alfa, non diventi positiva. E Beta, invece, diventi negativo. Se le due variabili si comporteranno come speriamo, che strano intreccio binario!, il puzzle si ricomporrà. Se dovesse accadere altro… be’, vedremo.

Epilogo del 14 agosto

Beta si è negativizzato. Alfa ha fatto altri tre tamponi, uno fai-da-te, uno rapido, uno molecolare. E non si è positivizzata. Per cui ha preso il volo per Napoli, ieri.

Stamani, seconda somministrazione del vaccino. Siamo passati al Centro di Villa d’Agri e gentilmente ci hanno accolti evitandoci di arrivare a Potenza.

Morale

1) Chi è vaccinato, nonostante le precauzioni, può infettarsi (2,6% dicono le statistiche sul personale medico e sanitario dello Spallanzani);

2) Il doppio vaccino, però, ha protetto Beta e anche Alfa (con una sola somministrazione), che era più a rischio (30% di protezione per la variante Delta, ma meglio di niente). Nonostante Beta sia stato, ininterrottamente, per due settimane accanto ad Alfa non l’ha contagiata. Vaccinarsi serve a tutelare anche chi, per tutta una serie di motivi, medici e non, non può farlo o non l’ha ancora fatto.

3) Stiamo vincendo contro il Covid, ma non abbiamo vinto. Il virus ha ripreso a contagiare, impennandosi.

4) Sarebbero auspicabili una maggiore chiarezza e una migliore organizzazione da parte di coloro che gestiscono le informazioni (e non solo) sul Covid. Anche relativamente alle situazioni borderline. E saremmo un paese più civile, se coloro che lavorano nella sanità pubblica rispondessero almeno, in orario di ufficio, al telefono (né una segreteria, né un disco d’attesa col minutaggio, niente di niente). A che serve pubblicare gli elenchi dei contatti sui siti regionali se nessuno risponde? Sconfortante. Ah, dimenticavo, relativamente all’email urgente che avevo inviato il 6 agosto scorso, sono stato contattato l’11, quando ormai era inutile.

Considerazione finale

Dice il Talmud che chi salva una vita salva il mondo intero.

Anche chi si vaccina, salva vite. E quindi il mondo intero.

Il padre di Alfa

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