Location: periferia grande città del nord. Esterno notte, capolinea dell’autobus.
Scendiamo dall’autobus e incrociamo una giovane donna che corre verso la fermata in preda al pianto, il mio primo istinto è di avvicinarmi, per chiedere se ha bisogno di aiuto. Un capannello, distante pochi metri, con un vociare concitato attira la mia attenzione.
Un omone sui quarant’anni, alto e ben messo urla.
– Mai alzare le mani su una donna, hai capito “merda”? Le donne non si toccano, hai capito “merda”?
La “merda” in questione è un “fighetto” poco più che ventenne, tirato a lucido, con auto, Suv d’ordinanza da quarantamila euro, impaurito, che farfuglia. I passanti tirano dritto. Io mi avvicino, credo di aver capito. Si è creato un crocchio, proprio alla uscita di un ristorante, c’è una signora giovane, alta, la proprietaria del ristorante credo, che rincara la dose.
– Hanno cominciato a litigare dentro, lui l’ha strattonata e trascinata fuori, poi l’ha costretta a salire in macchina, io, preoccupata sono uscita con loro e ho visto che ha preso a picchiarla, sbattendogli ripetutamente e con violenza la testa contro il parabrezza, sembrava volesse ammazzarla. Ho dovuto urlare di smetterla.
Escono anche i camerieri, il cuoco, tutti a inveire. La “merda” tenta una giustificazione.
– Non l’ho mai fatto, è la prima volta, non volevo, fatemi andare da lei.
La chiama. Tenta di entrare in macchina per raggiungerla, l’omone lo blocca.
– Fermo lì non ti muovere, stammi a distanza. Metti le mani addosso a me se hai i coglioni, le donne non si toccano. Chiamate la polizia che non voglio sporcarmi le mani.
Il ragazzo naturalmente non si sogna neanche di reagire, farfuglia, ha paura, una paura da “fighetto”.
– E’ la prima volta, ho sempre condannato queste cose, siamo “Gente per Bene”.
Mentre si intravede in lontananza un lampeggiante, penso – È proprio questo il problema, “merda per bene”.