LEGGETELA A SCUOLA “LA SCUOLA CATTOLICA” DI EDOARDO ALBINATI.

Ho letto il libro di Albinati, qualche anno fa, nell’anno in cui vinse il Premio Strega, e lo sto rileggendo oggi prima di andare a vedere la sua trasposizione cinematografica che esce in questi giorni.
La Scuola Cattolica è un libro ostico e allo stesso tempo rivelatore, racconta il delitto del Circeo partendo dalla scuola, l’istituto San Leone Magno, scuola cattolica, pubblica, paritaria che si pone al servizio della comunità umana e cristiana secondo i valori del Vangelo, frequentata dagli assassini del Circeo.
Ieri sera sentivo in tv una critica di Bruno Vespa (per caso sono capitato su Vespa, maledetto zapping!) al film in quanto, a suo dire, “generalizza” l’insegnamento nelle scuole cattoliche già a partire dal titolo che crea un cupo legame tra la scuola cattolica e il delitto del Circeo. Albinati, che in questa scuola si è formato e tra i cui compagni di classe ebbe gli assassini del Circeo, racconta l’ipocrisia di un ambiente cattolico e borghese teso al rispetto formale delle regole e a formare una classe di “uomini perfetti”. Prova a raccontare, da un punto di vista narrativo e sociologico, le vite dei ragazzi di quell’istituto, partendo soprattutto dal fatto che frequentavano una scuola esclusivamente maschile. L’assenza del confronto aperto, costante con l’altro sesso è uno dei temi centrali delle vicende raccontate nel libro e già solo per questo dovrebbe essere studiato nelle scuole in questi tristi tempi di continue violenze verso l’altro sesso.
Nella ricerca ossessiva della perfezione e nel grigiore di giornate tutte al maschile, spesso, le pulsioni cercano sfogo altrove determinando quei cortocircuiti di mente e corpo talmente brutali per quell’upper class romana da diventare un titolo, un libro, un film, insomma una storia nera di culto. Nel delitto del Circeo, ci fu, in realtà, una prevaricazione dell’uomo sull’emancipazione femminile e se la letteratura ha un il compito di raccontare scavando a fondo, come fa Albinati, nell’animo umano lo DEVE fare tirando fuori tutto, anche, e direi soprattutto, l’educazione cattolica e borghese, con buona pace di Bruno Vespa che, avendo pubblicato tanti libri, dovrebbe saperne di letteratura più di me. La letteratura vera non generalizza né giudica mai.
Solo che ci affascina il male, che ci possiamo fare se ci piace farci raccontare soprattutto storie di devianze? Film e libri non racconteranno mai di studenti del SLM che sono diventati professionisti di grido, imprenditori, manager o uomini politici, affermandosi nella vita e sono la stragrande maggioranza. Sarebbe troppo noioso.
Ho scoperto in questi giorni e ve la riporto come spunto letterario, che anche Manuel Foffo che uccise Luca Varani sempre a Roma, aveva frequentato l’istituto San Leone Magno. Se volete conoscere anche questa storia vi consiglio la lettura de LA CITTA’ DEI VIVI di Nicola Lagioia (Einaudi) che racconta, in stile Truman Capote, quest’altro delitto della capitale.

PS1: Ci risentiamo quando andrò a vedere il film.

PS2: Che il film sia vietato ai minori, negli anni di tik tok è davvero una cacata tutta da ridere.

PS3: il mio migliore amico ha studiato al SAN LEONE MAGNO ed è venuto su ottimamente.

Condividi