Adesso che l’epidemia sta scemando ci vogliono fa credere che è stato merito dei vaccini. Come se non sapessimo che l’epidemia, in quanto fenomeno naturale, prima o poi passa o si arresta, come la pioggia o la calvizie.
Lo confesso, mi sono lasciato irretire dalla propaganda di Stato e mi sono vaccinato. E ho prestato il consenso alla vaccinazione delle mie figlie, che già poverine in passato si erano inoculate tutti i vaccini possibili, obbligatori e facoltativi. E ho accompagnato a vaccinarsi i miei anziani genitori. E tornerò a vaccinarmi e ad accompagnare congiunti per la terza dose, già mi dichiaro colpevole, perché è notorio come i vaccini diano dipendenza.
Ammetto le mie debolezze, sono vaccine-addicted.
Ma per fortuna ci sono loro, questi circa 8 milioni di “diversamente” patrioti over 12 anni, che resistono alle pretese sanitarie di uno Stato fintamente democratico e sostanzialmente autoritario. E’ grazie alla loro battaglia che sto finalmente comprendendo come nell’economia post-liberista siamo tutti vittime di politiche liberticide, le quali ogni giorno si insinuano nelle nostre vite e, attraverso un processo di mitridatizzazione, ci rendono progressivamente schiavi. Oggi ci vaccinano domani chissà cosa, magari ci inoculano un chip nel corpo e ci controllano h24. E’ lunga la lista delle avvenute rinunce alle nostre libertà. Ad esempio: ma come abbiamo fatto ad accettare che la nostra libertà di spostamento nello spazio possa essere soggetta ad un giudizio altrui? Come è possibile che per una cosa così banale come guidare un’automobile io debba avere necessità di un permesso di guida?
Magari tra un poco ci chiederanno un permesso anche per andare al cinema o a teatro. Forse il green pass è solo la prova generale per tutto questo.
Allora ringrazio tutti questi paladini della libertà che si oppongono al vaccino oggi, magari come fulgido esempio di una battaglia più ampia per le libertà comuni. Riconosciamo il coraggio e la lungimiranza di costoro, che si battono per noi beoti che supinamente mostriamo il braccio nudo e ci preoccupiamo di rinnovare la patente quando è in scadenza.
Smettiamo di essere pavidi, alziamo la testa e, se anche ormai ci siamo vaccinati e abbiamo perso l’occasione di giocare questa partita, almeno rivendichiamo il diritto di libertà alla guida. Basta con questo Stato che pretende di stabilire chi è degno di guidare, e quindi andare dove cacchio vuole e quando gli gira l’uzzolo, e chi invece è costretto all’insensato vincolo dei mezzi di trasporto pubblico, che assurdamente pretendono di imporre orari e percorsi stabiliti. Ma perché il 18 barrato non passa proprio sotto casa di mia zia e mi lascia un chilometro più in là? Chi l’ha deciso? Perché mortificare il diritto di mia zia ad una fermata di autobus sotto casa? Non paga le tasse come tutti gli altri?
Basta con queste contrizioni delle libertà individuali. Già abbiamo dovuto sopportare che ci abbiano inscatolato in ruoli e fosse addirittura necessaria la laurea in medicina per fare il medico e quella in giurisprudenza per esercitare la professione di avvocato, quando si sa che il sapere è trasversale.
Se non capiamo l’importanza di tutto questo faremo la fine di altre civiltà, che rinunciando alle libertà individuali sono progressivamente scomparse. Non lo dico io. E nemmeno Facebook. E’ tutto chiaramente verificabile, scritto su roccia in tempi non sospettabili, visibile facendo parapendio sulle linee di Nazca.
Reagiamo allora, libertà di guida per tutti, stop a “patente e libretto”, solo “libretto” (che pure questo…. ma lasciamo stare per il momento, un passo alla volta). Ribelliamoci, finchè siamo in tempo, altrimenti finiremo con il trovarci in una vita nella quale ogni giorno ci diranno cosa mangiare, cosa comprare e cosa guardare in TV. Pazzesco.