Il Ritorno dell’Eretico

Sono quasi due anni che vivo sul Monte Athos con dieci guerrieri, accolto dai monaci del Meghisti Lavra. Ma sono invecchiato più di due anni durante l’isolamento per sfuggire alla epidemia mortale di “catarro verde”, certo mi sono tenuto in allenamento, la mia Katana è affilata, colpisce ancora con precisione, ma è meno potente e veloce di prima. Nel quotidiano addestramento con il mio capitano della guardia, Giap il mongolo, fatico più del dovuto, sono lento nel ritorno, il Ki Ken Tai è meno devastante, supplisco con la scaltrezza del vecchio samurai, ma immalinconisco per il passare del tempo. Mi sono stati di compagnia e conforto la lettura, la meditazione e gli arrivi alimentari, per altro perigliosi, tramite i contrabbandieri Traci, del mio amico cavaliere Jan Roc le Guerrier, lo sterminatore di cognati, signore di Monteserico.  Ora è tempo del ritorno, sono finalmente arrivato alle mie dorate spiagge di Kastrokillini, stiamo allestendo il campo in riva al mare mentre rimettiamo in ordine il castello conquistato ai Franchi in attesa dell’inverno.

Presto dovremo ritornare in azione, le prime avvisaglie le abbiamo avute durante il viaggio. Ben due volte abbiamo dovuto respingere gli agguati di una nuova tribù insediatasi in Rumelia e apparsa con la pandemia: I Littori, dal nome del loro capo Littorius. Una tribù, che pratica la coprofagia e che afferma di essere indenne al virus proprio per tale pratica. Guerrieri feroci più nell’aspetto che nel pugnare, respinti facilmente dai miei fedeli ninja anche grazie al consiglio dell’Epistate del Sacro Monte, che ci ha rivelato una loro strana allergia ai libri: colpiti con i grossi volumi delle opere dei filosofi greci si sono contorti e sono fuggiti urlando, mai Aristotele fu più efficace ma anche Platone è riuscito a svolgere il suo ruolo, Parmenide devastante. Mi dicono mercanti padani incontrati durante il viaggio che anche nel bel paese si stanno moltiplicando, si mimetizzano assumono le spoglie di normali funzionari di corte ma la notte, di nascosto, praticano i loro miti “annusatori”, venerano Capacchione il Terribile e approfittano dell’impoverimento della popolazione, provata dalla malattia, e della impopolarità del nuovo monarca Italo/Tedesco Drachen della casata dei Bankiers, facendo proseliti. Presto sarà necessario intervenire, forse ritornare nella mia amata Lucania a trovare i miei amici cavalieri che dicono siano sotto pressione di un despota locale, segretamente seguace di Littorius, potente e ricco, allevatore di cavalli dal nome di Bors a Hirhedt originario delle pianure magiare.

Vi lancio per ora il mio grido di battaglia “Tremate , tremate Ismail il Tedesco è tornato” nel frattempo  vi dedico un nuovo Haiku:     

      Tracce d’un sogno
      di guerrieri
      nell’erba d’estate.

Gert dal Pozzo

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