Il Monaciello

I folletti sono creature fantastiche dalla natura contraddittoria. Sfuggono a una netta determinazione morale. Non sono né buoni né cattivi. La loro presenza è diffusa nel folklore di quasi tutto il mondo, presentando alcuni elementi che li fanno riconoscere come membri di una stessa specie. Sono di piccole dimensioni. Si va dai tre centimetri degli inglesi Portunes ai venti degli Agogwè del Mozambico. Hanno un aspetto brutto, se non addirittura mostruoso. Non amano farsi vedere e sono abilissimi a nascondersi. Hanno un carattere dispettoso e amano farsi beffe degli esseri umani, ma il loro tiri mancini non hanno mai un carattere violento e non risultano pericolosi per l’incolumità delle persone colpite. Molti di loro nascondono tesori.

Nel Sud Italia la figura di folletto più diffusa è quella del Monaciello (o Munaciedd). Piccole dimensioni. Abiti da monaco. Cappuccio rosso. Agisce di notte, piazzandosi sul corpo dei dormienti e turbandone il sonno. La vittima si sveglia immobilizzata. Se riesce a liberarsi dallo stato di paralisi, il malcapitato può cogliere l’occasione e rubare il cappuccio della creatura. Potrà così impadronirsi della ricchezza accumulata dal folletto. Il Monaciello, infatti, farà di tutto per recuperare il proprio copricapo e per riuscirci rivelerà l’ubicazione dei suoi tesori.

Per difendersi dai folletti molesti la tradizione tramanda tutta una serie di accorgimenti. È possibile lasciare accanto al letto una scodella di lenticchie o di fagioli; il folletto sarà costretto a contarli e non avrà tempo di procurare danni. È utile tenere una scopa dietro la porta, infilare le calze al rovescio o appendere a una finestra una collana di gusci d’uovo.

Esistono antichi riferimenti letterari alla figura del folletto. Già Virgilio e Cicerone fanno riferimento alla credenza diffusa nell’Incubo, custode di preziosi, ori e denaro. Plauto nella commedia L’Aulularia o La pentola d’oro affida il prologo a un “parente” del Monacello, un Lare o divinità domestica della casa. Petronio, nel suo Satyricon, nell’episodio della cena di Trimalcione, racconta dell’improvvisa fortuna di un uomo che aveva sottratto il berretto a una di queste creature, ricevendone in cambio molti sesterzi.

Il Monaciello, o il folletto in generale, accompagna l’uomo da lungo tempo nella storia delle tradizioni popolari. Con il suo carattere bizzarro e imprevedibile è un po’ come la ciorta napoletana, amata e odiata, attesa e temuta, allo stesso tempo.

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