L’amore e il tempo

Ieri mattina mia figlia – si era svegliata da poco – inaspettatamente, mi ha proposto un indovinello: “Se lo perdi, è perduto per sempre; altrimenti adesso è un regalo e poi diventerà un mistero”, ha detto prima di fuggire via. Quando dopo neanche un minuto è tornata, avevo la risposta pronta: “Il tempo”, ho detto senza esitazioni. Lei ha sorriso. È il suo modo di confermare qualcosa. Checché se ne dica del tempo, alla nostra scala d’esistenza, quella dei sistemi dissipativi, esso esiste eccome; e il suo compito più interessante è quello di creare. Sì, come diceva Bergson (e altri dopo di lui) il tempo crea.
Ne sono certo.

Mentre scrivo, un sabato di metà febbraio sta scemando. Queste riflessioni saranno pubblicate lunedì 14.
Il 14 febbraio ricorre la festa di San Valentino, quella in cui si celebra l’amore. Non sono naturalmente portato a entusiasmarmi per le ricorrenze sociali, perché preferisco le celebrazioni personali, quelle intime. Ma devo ammettere che esse – degenerazioni a parte, inevitabili – permettono di connettere e correlare emozioni, amplificandole. Quindi un  valore ce l’hanno.

Sempre Alexandra, qualche giorno fa, mentre viaggiavamo, d’un tratto ha esordito con una osservazione che mi ha fatto sussultare. Ha detto: “Papà, il matrimonio non mi sembra affatto una cosa normale: come si fa a impegnare il proprio amore verso qualcuno per sempre?”. Sfido a darle torto! Sono i fatti a dimostrarlo, quelli visibili e quelli non visibili. Abbiamo un rapporto molto schietto, io e la mia bambina, scevro di placcature, e così abbiamo approfondito la questione. Le ho chiesto cosa pensasse di un eventuale legame matrimoniale a scadenza, per esempio quinquennale, che decadesse automaticamente a tempo scaduto quando  non fosse comunicata agli organi competenti la comune volontà di un rinnovo. Ad Alexandra è sembrato un buon compromesso, tale da indurle a rivedere il suo parere riguardo all’unione coniugale. In effetti un contratto a termine restituiribbe al tempo il suo vero ruolo, quello creativo, rendendolo, nel migliore dei casi, supervisore di un amore costretto continuamente a rigenerarsi per non perire. Probabilmente già a partire dalla sua generazione cambieranno molte cose, in meglio, nel rapporto fra uomo e donna.

Anticamente a metà febbraio si festeggiava il dio Luperco, protettore delle mandrie, ma anche della fertilità. I lupercalia consistevano in una sorta di “carnevale” in cui i ruoli usuali venivano scambiati e una forma di sessualità primordiale prendeva per qualche giorno il sopravvento. Era un modo di riportare in vita il caos originario, quello capace di ripensare e rigenerare ogni cosa.

È appunto in questo senso, quello di capacità generativa, che amore e tempo sono strettamente imparentati.  Ci ho  pensato grazie all’intuizione  “pura” della mia bambina, che proprio il 14 febbraio compie gli anni (13, a questo giro), e quindi dell’amore deve avere una conoscenza innata. Imparo sempre tanto dalla sua freschezza, e ogni suo pensiero per me è speciale.

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