

Nel 2021 Le denunce di infortunio sul lavoro presentate dall’Inail tra gennaio e ottobre sono state 448.110 (+6,3% rispetto allo stesso periodo del 2020) mentre sono 1.017 quelle per infortuni con esito mortale. I dati tendenziali di quest’anno sono tutt’altro che tranquillizzanti, brucia come una ferita la morte, a Udine, di Lorenzo Parelli, un ragazzo di 18 anni ucciso pochi giorni fa da una trave d’acciaio nello stabilimento metalmeccanico Burimec, a Lauzacco. Che ci faceva lì? Stava svolgendo le ultime ore del suo stage di alternanza scuola-lavoro. Dopo la morte, la Procura ha aperto un procedimento per omicidio colposo nei confronti del “datore di lavoro” del giovane.
Tragiche coincidenze?: si muore di lavoro e si muore anche per chi al mondo del lavoro non accede perché sta ancora studiando. I dati confermano, soprattutto in questa fase, che la sicurezza sui luoghi di lavoro è sempre una variabile dipendente dal profitto. La concentrazione dei morti nel settore dell’edilizia è il prodotto della moltiplicazione di imprese che sono sorte per intercettare i contributi governativi, spesso prolificazione di imprenditori speculativi e neofiti che costringono a lavorare in condizioni insicure, gli ispettori che dovrebbero controllare sono assolutamente insufficienti, lo erano prima figuriamoci oggi.
Ma al di là della tragica cronaca, che ognuno di noi può verificare direttamente, rimane un dato che è significativo di cosa è questa “ripresa economica” indotta dai fondi stanziati per la ripresa. Lungi da utilizzare questi fondi per migliorare la qualità del lavoro, l’innovazione, cambiare il modello di sviluppo, si punta al “tutto e subito” a migliorare gli indici di Pil, il governo dei “migliori” deve manifestarsi all’esterno “deve farsi” consenso, diremmo con terminologia hegeliana, far vedere all’Europa come siamo bravi quanto siamo efficienti. Nel frattempo, mentre la stampa nazionale ed europea ci indica come un esempio, chiudono fabbriche, non si risolvono le grandi crisi aziendali, perdiamo l’unica fabbrica competitiva a livello mondiale (la ex Fiat poi Sata ora “Vattelappesca”), scopriamo che gas e nucleare sono energie verdi, vorremmo “aziendalizzare” (in parte lo abbiamo già fatto) la sanità e la scuola perché questa è la “mission” dei “migliori”. Ah…. Si, loro le chiamano riforme, modernizzazione.
La scuola, cioè il nostro futuro, di questi fondi prende le briciole, i nostri giovani , ma anche gli insegnanti, pagano costi sociali terribili, certo bisogna superare la Dad, tornare alla normalità ma siamo sicuri che questo ritorno accelerato (bastava aspettare dieci giorni , allungando l’anno scolastico, per evitare altri contagi) avvenga perché si hanno a cuore i bambini e i giovani o piuttosto si è pensato al ritorno dei genitori al lavoro, agli uffici perché si sa da casa lo Smart Working (ma non era una positiva modernizzazione indotta dal covid?) è una truffa allo stato. Questa immagine delle bottiglie di latte mentre si fa finta di lavorare da casa mi fa incazzare anche a nome di tutti quelli che non lo bevono e sono per il caffè.
Però un effetto positivo “i migliori” lo stanno ottenendo: ci stiamo incazzando tutti, ma proprio tutti. Gli studenti scendono in piazza con una lucida consapevolezza che non ricordavo da decenni, mettono insieme la scuola, il mondo del lavoro, i morti, la qualità dell’insegnamento, gli esami di stato. Utilizzano una parola che amo , “Insorgenza”, una parola già utilizzata dalla lotta degli operai della GKN di Campo Bisenzio, individuano la necessità di costruire un nuovo fronte, “Operai Studenti Uniti nella Lotta”, si diceva e si ricomincia a dire, se si saldano queste due lotte voglio vedere. Ah….nel frattempo si è rivotato Mattarella (persona degnissima per altro), ne ha parlato il mio amico Giampiero io taccio e acconsento, c’è stata Sanremo, abbiamo bisogno di ritornare alla normalità.
Direbbe il Grande Capo Sti Cazzi : Io insorgo, amo essere libero e ricordo quello strano “soggetto” che cantava:
“Vorrei essere libero come un uomo
Che ha il diritto di votare
E che passa la sua vita a delegare
E nel farsi comandare
Ha trovato la sua nuova libertà
La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche avere un’opinione
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione”.
Augh!