Un anticipo di primavera rende gradevole la permanenza sulla spiaggia dorata di Kastro Killini, splende in lontananza Zakintos e il profilo brullo di Ithaca, dopo mesi di isolamento e freddo sono arrivati due vecchi amici: Gert dal Pozzo, scampato alla morte e in fuga dalla Alemannia dopo la sconfitta di Frankenhausen, dove i cavalieri tedeschi, al soldo dei banchieri, hanno massacrato le truppe dei contadini di Magister Thomas, e qualche giorno dopo il sapiente Equus Equinus, in odore di eresia per le sue idee, sfuggito al rogo, anche se le solite voci maligne riferiscono che sia ricercato per fornicazione reiterata con la consorte di un potente signore del luogo che ha prontamente incaricato feroci sicari di “Forcella” di applicargli lo stesso trattamento inflitto ad Abelardo dal tutore di Eloisa.
Ho organizzato, in loro onore, un banchetto serale sulla spiaggia al riparo di fresche tende di seta cinese per ricevere aggiornamenti sulle vicende d’oltre mare e sulla situazione della epidemia di “catarro verde”. Il menù, ricercatissimo lo ha preparato il cuoco scienziato Parens, filosofo dei cibi e delle bevande, Gran Cerimoniere della Tavola Titense. L’atmosfera è perfetta, odalische con cavigliere del Katacali, portano i cibi, danzando soavemente, cento torce illuminano il désco, ogni piatto viene presentato personalmente da Parens, i fidati ninja presidiano la zona guardinghi, con simili importanti ospiti e tanti mariti becchi non si sa mai. Dopo aver iniziato con dodici raffinatissimi aperitivi libanesi, chiamati meza, presentati per lo più in foglie di viti, invito Gert a ragguagliarmi sulla situazione nel cuore dell’Impero, non prima di aver alzato i calici con una fresca Ρετσίνα/Retsìna di Cefalonia.
- Mio generoso e valoroso amico- esordisce Gert– le terre di quello che fu il cuore del Sacro Romano Impero sono travolte dalla barbarie. Il governo oligarchico dei Banchieri , appoggiati dalla potente lobby degli Ali Babà versione “Scaturchio”, accumula ricchezze sempre maggiori, il potente signore d’Oriente Ktzar Sputnik ha schierato i feroci armigeri ai confini, i cavalli fremono, i soldati sbavano, la terra trema, i lanciatori di pitali della Kampuchea strepitano, tutti aspettano la guerra e a Berlino sotto un lampione è riapparsa Lilli Marlen (dicono che è un presagio che porta sfiga).
Equus . dall’alto dei suoi quasi tre metri di altezza e per questo conosciuto come lo “scrutatore dell’universo”, prende la parola:
- Nelle terre italiche l’epidemia è terminata, trovata la cura definitiva: un decreto del Banchiere Von Drachen, ha deciso che è finita. La gente festeggia in strada e dà la caccia ai cerusici diffusori di panico, molti sono stati impalati nelle strade. Il paese è tutta un’orgia, continuano i decessi e i malati ma sono, dicono, per eccesso di cibo e di alcol. Nel frattempo è ricominciata la caccia agli eretici e agli scienziati, io sono una vittima, come tutti quelli che esprimono dubbi, il clima è teso si denunciano continui complotti: sembra che nei sotterranei della Città Eterna una setta di sediziosi denominati i Mandrakisti (non so perché) mangia i bambini, predica la comunità dei beni e fa sparire le vedove ma solo quelle piacenti.
Interviene Gert:
- anche da noi si è sparsa la voce che nel Cimitero di Praga i giudei organizzano bevute collettive di Sangue di Bambini e orge con Vampiri e Golem. Strane ombre si allungano sulle nostre contrade. Mi riferiscono che una bionda con gli occhi spiritati, che lavorava in un circo, si aggira con un vessillo e grida a tutti: “Anatema. E le foibe allora?”. Mentre un allevatore di bestiame della Padania ha coniato lo slogan : “Tutto il potere alla Grigio Alpina basta con la razza Podolica”.
Ancora Equus:
- Si, ne è giunta voce anche da noi e proprio per evitare una guerra civile si è restaurata la “monarchia illuminata” (nonostante l’aumento dei costi per l’energia) e il culto dei “bonus” finanziari con delle banconote di carta , prese da un gioco misterioso che chiamano Monopoli (ma che vorrà dire?) che ha sostituito i ducati e i fiorini d’oro e d’argento. Gira nella penisola un incunabolo clandestino, intitolato “Cordibus Intus”, riprodotto in molte copie grazie all’invenzione di un artigiano tedesco, che racconta i giorni della terribile epidemia e che gli sgherri di Von Drachen bruciano per cancellarne la memoria e riportare tutti tranquillamente al lavoro. Si infamano gli scienziati ed io, che sto cercando un certo bosone di Higgs, sono accusato di stregoneria, occultismo, perversioni (forse perché si chiama bosone…. ma non è che si sbagliano con busone?).
Nel frattempo Parens presenta il piatto forte della serata: Tacchino farcito con uova di quaglie, imbottito con purea di fagioli Bubbici (specialità lucana) e contorno di lupini di Borgogna. La conversazione si fa più rilassata, si parla di cibo, di musica, del famoso raduno di Bardi Celtici in una località ligure, le calze a rete di una piacente “bardo donna” di borgata. Gert ha alzato troppe coppe di Retsìna ed Ouzo, ogni tanto sfodera la spada e si scaglia contro le ombre gridando “maledetti papisti” vi sbudello. Equus fa il galante con una odalisca che lo provoca chiamandolo “Equus dal “Fisico Bestiale”, li scorgo nel cuore della notte mentre si allontanano furtivamente per una passeggiata sotto la luna.
Io medito, come il Dio aristotelico penso onanisticamente i miei pensieri e sogno i miei sogni, compongo un haiku propiziatorio, prima di concedermi il meritato riposo:
Guarda la Luna
tra li alberi fioriti;
e par che inviti
ad amar sotto i miti
incanti ch’ella aduna.
Ismail il Tedesco