17 aprile 2018

Didascalia n. 40

Rocco dove sei?

Appari balenando come i gabbiani di Cardarelli, quando con gli amici si parla d’altro. In auto o a un convegno. In piazza o al bar.

Con la tua consueta bonomìa ti infili tra i pensieri e nelle discussioni, ridendo fragorosamente o citando i tuoi autori preferiti: Leonardo Sinisgalli, Beniamino Placido, Albino Pierro, Carlo Levi, Ed McBain, Gerardo Guerrieri, Gesualdo da Venosa, Giovanni De Gregorio, Luigi Di Gianni, Antonio Cestaro, Dinu Adamesteanu e tanti altri. Una teoria infinita. In fondo quando ti muovevi, con l’inseparabile Luciana, eri circondato da una folla di personaggi invisibili, come Rocco Scotellaro nel telero di Carlo Levi, per Italia ’61.

Ti vedo mentre porti la telecamera all’occhio o mentre traffichi con il tuo cellulare, sollevando gli occhiali. Quando sonnecchi sul Frecciarossa o afferri l’inseparabile iphone. Mentre ti rannicchi in un’automobile o sistemi la pochette rossa nel taschino della giacca. Quando racconti gli aneddoti a tavola, tra un dolce rimbrotto della tua compagna di vita e un affondo nei ferricelli mollicati.

Persino la polvere ti evoca, simbolo di quella dignitosa povertà che amavi citare. E quando con pudore utilizzavi il termine “cultura” parafrasavi sempre Sinisgalli: La cultura è onestà. Lo ripetevi come un mantra. Per lo stesso motivo amavi molto una frase di Victor Hugo: Preferirei perdere i miei lettori piuttosto che ingannarli.

L’inconfondibile timbro della tua voce è un sasso nello stagno di Mnemosìne. Quando ripropongono i tuoi servizi giornalistici, nelle conferenze o nei premi, sembra che il tempo inciampi, e per un attimo pensiamo che il mondo che ti accoglie e quello dove siamo noi, non siano poi così lontani. Così incomunicabili.

L’orologio è molle, Rocco, e l’istintiva attesa di vederti comparire dietro l’angolo con la tua andatura da gigante buono ci illude, ma il corridoio dell’esistenza non prevede una porta girevole.

Ah se ci fosse Rocco… Adesso Rocco avrebbe detto… Le schede che faceva Rocco… Ma dove lo ha scovato quel personaggio?

Riesci a intrufolarti persino mentre calpestiamo i vicoli e le piazze dei tuoi cari borghi: Aliano, Tursi, Potenza, Matera, Montemurro, Cirigliano, Policoro, Venosa, Satriano, Eboli, Pignola.

C’è un luogo dove non sei stato?

Hai battuto questa Regione sghemba come un esploratore, mai stanco, a lunghe falcate. Con lo zaino leggero della passione. Non sei mai andato in pensione. A ciascuno prestavi ascolto, a tutti porgevi la mano, a nessuno negavi la tua professionalità e la tua competenza. La tua presenza agli eventi era sinonimo di qualità.

Non vi è associazione o fondazione di cui non hai fatto parte o per cui non hai coordinato i lavori. Eri davvero popolare, colto e senza spocchia. Ti siamo debitori.

Ricordati Rocco, non sei solo.

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