A Mario Trufelli, Maestro e Amico

Didascalia n. 45

Mario Trufelli è una pioggia di luce tenace e paziente che accarezza le lande della Lucania levigando i muri a secco dei borghi dove esplode l’erbavento. È quello che vedo pensando a lui.

Originario di Tricarico, il paese di Rocco Scotellaro, e scoperto da Sinisgalli che lo incoronò poeta su «Civiltà delle macchine» nel 1955, Mario Trufelli ha inchiodato tutta la sua esistenza alle parole, ostinato come un artigiano mai soddisfatto della propria arte.

Il giornalismo, la poesia, la narrativa di questa terra hanno il graffio inconfondibile del suo timbro vocale, che rallenta e guizza, con studiato indugio, da vero mattatore. Sia che racconti della costruzione della diga sull’Agri per «Cronache italiane», sia che intervisti i grandi della medicina mondiale per «Check up», sia che dialoghi con gli amici poeti e artisti come Consagra, Ortega, Maccari, Pierro e il “suo” poeta-ingegnere di Montemurro. Formidabili i duetti, le punture di spillo, l’ironia incalzante.

Mai spalla, comunque protagonista.

Mai prevedibile, sempre professionista.

La tragedia del terremoto dell’Ottanta ha il fremito dolente e pudìco della sua voce, che scolpisce la polvere della disperazione ancora sospesa sui volti dei vivi e dei morti. Cronaca e poesia si fondono alla perfezione, senza impurità, nel metallo poetico di “Lamento per Rosetta”.

Mario Trufelli, testimone culturale di un ingombrante Novecento, si è legato a questa terra, senza mai tradirla; l’ha scavata in mille gallerie come una talpa e l’ha infagottata in uno sguardo volando da nibbio. Ha saputo ascoltare le sue genti come un eremita e raccontare le loro storie come un profeta, misurando l’ingranaggio esatto di parole e di silenzi, nei servizi televisivi per la Rai, o nelle prose, seguendo L’ombra di Barone (Osanna Edizioni) o ricordando Quando i galli si davano voce (Edizioni della Cometa)

Ma è sotto la cenere calda della poesia, di Prova d’addio (Libri Scheiwiller) e L’indulgenza del cielo (Osanna Edizioni), che Mario Trufelli nasconde il pane lirico dei sentimenti, semplici e puri, sempre fragranti di erbe, di sguardi, di suoni, con una limpidità di voce e accenti, mai interrotta dagli anni Cinquanta ad oggi.

Il canto che intona è quello di un ràpsodo che coglie ogni vibrazione vitale, con incanto e disincanto. Emergendo dalla realtà a sentinella di valori nobili ed eterni.

Intellettuale galante ed elegante, passionale e umorale, generoso e curioso, Mario Trufelli è maestro di un’umanità che non disdegna lo sporco sublime della quotidianità e della convivialità. La sua amicizia ha il profumo dell’incenso sulla tavola laica dell’allegria. In fondo basta poco: un sorriso, un buon calice di vino e uno stornello gridato a squarciagola.

Mario Trufelli è un poeta che ama la vita di un amore dolce e feroce. Perché, ci ricorda, la vita è memoria. E il tempo che fugge, sono convinto, non può che inciampare nella sua poesia e nel suo esempio, che restano per noi come un dono, sulle sue orme profonde.

Lunga vita Maestro.

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