La serie de Zerocalcare (Strappare lungo i bordi, Netflix 2021) parla tutta in romanesco. E voi ve siete incazzati come le iene di italiauno perché non se capisce n’cazzo, anche perché dopo aver imparato il coreano con Squid Game altre 3 o 4 ore di impegno per riuscire a comprendere un’altra lingua v’è parso un abnorme sforzo.
Non è una serie per vecchi, v’o dobbiamo di’ subbito!
La serie è ‘n cartone animato de uno che parla co’ n’armadillo gigante dei problemi esistenziali de noi mediamente giovani che non sappiamo che fine faremo o se questa è già la fine che abbiamo fatto. Insomma è ‘n taglio cioè fa pure ride’ volendo, ma a tu’padre non piacerebbe.
Ho letto su un giornalaccio che Zero è uscito dai centri sociali per accasarsi con Netflix (che je s’è accollata) e quindi per diventare mainstream. Come se ancora esistesse la differenza tra centro sociale e mainstream, tra proletariato televisivo e capitalismo sociale.
Quindi è stata Netflix che s’è accollata a Zero o viceversa?
Sta cosa mica s’è mai capita.
E mo come lo spiego a mi’madre che vuol di’ accollasse?
Comunque l’internet è pieno de citazioni mistiche della serie che sono passati di moda persino i giochini cattivi de sti coreani. Ma, state attenti, che sta a torna’ a’ rapina alla zecca de Madrid.
A’ zecca de merda!
Vabbè nnamose a prenne er gelato.
PS: accollare v. tr. [der. di collo 1] (io accòllo, ecc.). – 1. letter. Mettere al collo: Dafni … già s’accollava la caccia per andarsene (Caro). 2. fig. a. Addossare un peso, un incarico, un obbligo e sim.: m’hanno accollato un lavoro faticosissimo; vogliono a. a me tutta la spesa. Quindi, accollarsi, assumersi un incarico, un obbligo: accollarsi un debito, una responsabilità; s’è accollata lei il mantenimento dei due nipoti; accollarsi un’obbligazione, stipularne l’accollo.