Con l’arrivo della stagione invernale il pensiero di molti, o di quasi tutti, è rivolto al fenomeno meteorologico che più rappresenta questo periodo: la neve.
I paesaggi innevati offrono un fascino unico e lo stesso manifestarsi della neve con i fiocchi che, leggiadri, scendono dal cielo, coprendo ogni oggetto, trasformano un evento naturale in una magia che desta fascino in chi lo osserva.
E con l’avanzare della stagione fredda cresce l’attesa per l’arrivo della prima nevicata.
Un fenomeno che, per chi nasce in località situate sulla media-alta collina appenninica, dovrebbe essere non raro. I ricordi vanno, per chi è più giovane, al racconto degli anziani, che narrano di nevicate memorabili come quella del 1956 o del 1985 ed ogni anno c’è la speranza di poter vedere replicarsi uno di questi eventi eccezionali, anche se poi, alla fine, ci si accontenterebbe di una nevicata più modesta: l’importante è poter assistere, al più presto, allo spettacolo di una nevicata.
Un’attesa che vivevano anche i bimbi del secolo scorso, quando però gli inverni erano più rigidi e le nevicate, quasi come naturale conseguenza, più frequenti.
Ma oggi questo fenomeno è più sporadico e questo rende l’attesa più frenetica.
Ma è vero e soprattutto perché nevica di meno?
Innanzitutto bisogna fare una premessa.
Mentre è semplice pronunciare la parola neve, non altrettanto facile è far coincidere, nello stesso istante, un elevato numero di variabili che devono essere soddisfatte assumendo un determinato parametro, così da permettere la formazione e la caduta al suolo del fiocco di neve.
Devono rientrare, nei valori ottimali, variabili come l’altezza dello zero termico, il profilo termico verticale, il profilo igrometrico verticale, la dimensione ed il peso dei fiocchi di neve ed anche l’intensità della precipitazione. Insomma, è facile comprendere come sia complessa la storia di un fiocco di neve dalla sua formazione fino ad imbiancare il suolo.
Eppure nevica (o forse sarebbe meglio utilizzare l’imperfetto nevicava) nonostante tutto.
Ma nevica certamente con frequenza più bassa, rispetto al secolo scorso; questo perché il clima sta cambiando e chi ha qualche capello bianco in più lo avverte, senza dover ricorrere agli utili numeri statistici. La temperatura del pianeta sta aumentando e, rispetto al periodo immediatamente preindustriale, è aumentata di circa 1°C.
L’aumento della temperatura per la Terra è come quando sale la febbre in un essere umano: ci si ammala. Ecco siamo di fronte ad un pianeta malato in cui continuiamo ad immettere CO2, contribuendo al consolidamento dell’effetto serra ed al conseguente aumento delle temperature. E temperature più elevate significa fusione dei ghiacciai, aumento delle temperature delle acque marine, maggiore evaporazione e, di conseguenza, maggiore energia a disposizione. Ecco perché i fenomeni, seppur diminuendo di frequenza, hanno subito un’accelerazione nell’intensità, divenendo sempre più impetuosi, devastanti e catastrofici.
Tutto questo non significa che, nei luoghi dove è sempre nevicato, non nevicherà più.
Anzi, ponendo l’attenzione sul prossimo fine settimana, un episodio di freddo intenso interesserà l’intero territorio regionale. Ma un giorno o anche una settimana eccezionalmente fredda da sola non bastano per rallentare o arrestare il processo di riscaldamento del Pianeta. Se vogliamo usare una metafora, è come avere un prodotto surgelato e all’improvviso si stacca la corrente al congelatore per un periodo prolungato. Poi la corrente ritorna per un giorno e poi si stacca di nuovo a oltranza. Capite che serve a poco.
Restando al futuro prossimo, come ho appena accennato, un nucleo gelido, in spostamento, con moto retrogrado, dalle steppe russe verso i Balcani, interesserà anche marginalmente la nostra regione, a partire dalla notte tra Giovedì e Venerdì p.v., con effetti che si protrarranno fino almeno all’inizio della prossima settimana, in presenza anche di fiocchi d neve. Nevicate che, però, risulteranno piuttosto deboli ed occasionali, relegate per lo più a ridosso della dorsale appenninica sopravvento ed i cui fiocchi “coreografici” potrebbero spingersi fino a quote basse. Le temperature risulteranno rigide, con giornate di ghiaccio sulla maggior parte delle località situate già a quote di medio/alta collina. Siamo in presenza di una giornata di ghiaccio quando la temperatura, nel corso delle 24 ore, non supera il valore di 0°C.
E le giornate di ghiaccio si susseguiranno per l’intero fine settimana, con i valori delle temperature che nelle ore serali, notturne e del primo mattino scenderanno di diversi gradi sotto lo zero.
Queste sono le condizioni in cui bisognerebbe prendere alcune precauzioni: tra le tante occorrerebbe coibentare i contatori dell’acqua, quelli installati esternamente agli immobili, onde evitare la formazione di ghiaccio con conseguente rottura e sospensione idrica. Ripariamoci dal freddo e restiamo meravigliati, come i bambini, nell’osservare scendere i fiocchi di neve, seppure in quantità esigua, ed impegniamoci sempre di più, anche con piccoli gesti quotidiani, per la salvaguardia del nostro Pianeta.
Germano di Leo
Meteorologo AMPRO